Web e social: l'informazione vive di network, ma cambia stile

28 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Web e social: l'informazione vive di network, ma cambia stile
Cara, vecchia carta stampata. Una volta si diceva che gli italiani tornavano a casa con il latte, i francesi con la baguette, ma entrambi al mattino avevano il giornale sotto il braccio
Adesso, semmai, avranno sempre il latte fresco o il pane dalla forma lunga e stretta in una mano, ma nell'altra probabilmente terranno il proprio smartphone per aggiornarsi sulle ultime notizie e condividerle sui social con amici e conoscenti. 

Gli italiani ormai scelgono sempre più il web per informarsi e condividono sui social network fino a un milione di volte al giorno gli articoli di loro interesse. Questo è ciò che emerge da Newsruption, rapporto di Burson-Masteller e Human Highway sul cambiamento del mondo dell’informazione negli ultimi dieci anni.
La ricerca è stata condotta su un campione di 1.600 maggiorenni, tutti utenti abituali di Internet, più l’analisi di 800mila articoli pubblicati tra gennaio 2014 e giugno 2015 sulle cento principali testate online italiane.
Nulla di nuovo, direte. In effetti le scelte dei principali editori sono chiare già da tempo: puntare sull'online, i cui costi considerando le voci di produzione, di distribuzione e di redazione, sono otto volte inferiori al costo che un editore cartaceo deve prevedere per offrire il prodotto al lettore. 

Web e social: l'informazione vive di network, ma cambia stile
Ciò che cambia, dunque, è il rapporto con la notizia. Uno stile nuovo, completamente diverso rispetto al recente passato. Una rivoluzione epocale, che del resto conferma quanto visibile già da tempo: la parola chiave del XXI secolo, per ora, non è "spazio" o "robot" come si poteva pensare fino a qualche decennio fa, bensì "comunicazione". Dai social network agli smartphone, da internet alle email è il modo di comunicare e la sua tempistica ad essere totalmente mutato rispetto a prima. 

"L'obiettivo di questa ricerca è stato quello di comprendere le nuove dinamiche dell'informazione per rendere il flusso di comunicazione più efficace", ha commentato Gianfranco Mazzone, Managing Director di Burson Marsteller Italia.
"Dieci anni fa cercavamo noi le notizie, oggi sono loro a trovarci: ci inseguono, ci precedono sul monitor del nostro smartphone, compaiono dietro ogni angolo della giornata e ci tengono aggiornati a nostra insaputa. A fine giornata ci accorgiamo di essere stati informati da un nuovo sistema dell'informazione, un flusso pervasivo e continuo, alimentato anche dalle relazioni che abbiamo costruito sui social network", ha dichiarato Giacomo Fusina, Country Manager di Human Highway.

Il rischio è sempre lo stesso: un crollo della qualità. La frenesia, per intenderci, rischia di abbassare il livello delle notizie. A noi giornalisti e agli editori il diritto e il dovere di mantenere alta l'asticella e l'attenzione. 




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