Carne rossa, l'appello di Trefiletti alla Lorenzin: "Ci dica quando la carne è rischiosa"

28 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Carne rossa, l'appello di Trefiletti alla Lorenzin: 'Ci dica quando la carne è rischiosa'
“Io voglio chiarezza, trasparenza e istruzioni per l’uso. Trovo sconcertante che non ci siano prese di posizione ufficiali e trasparenti. La Lorenzin parli”. Al ministro della Salute, Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, ha già chiesto un incontro e nella conversazione con Intelligonews denuncia la mancanza di “posizioni ufficiali su un tema delicato che riguarda l’integrità fisica del cittadino”.  

Ha ragione l’Oms o no?

«No sono per metterla così. Come associazione dei consumatori io voglio chiarezza e trasparenza, ovvero prese di posizione formali e ufficiali, in primis dal ministro Lorenzin ma anche dall’Istituto Superiore di Sanità, dalla stessa Epsa (European Political Science Association). Voi giornalisti siete benemeriti nel fare informazione, nel denunciare, ma noi non vogliamo che ci sia solo una discussione in tv o sui giornali».

Quindi la Lorenzin che dovrebbe fare secondo lei?

«Rivendico un incontro con il ministro e per questo lo abbiamo già chiesto formalmente perché ci deve dire cosa è il problema: che significa dire ‘la carne’? E’ la carne rossa? Sono gli additivi che vengono messi per la conservazione? Io voglio sapere qual è il metodo di conservazione, voglio sapere se è la carne rossa o il prosciutto o cosa di altro. Insomma, il cittadino deve avere chiarezza perché qui non stiamo parlando del costo della bolletta elettrica ma della salute della gente, dell’integrità fisica delle persone. C’è una cosa che mi sconcerta…».

Quale?

«La stampa fa benissimo il suo lavoro ma trovo sconcertante che non ci siano prese di posizione ufficiali e trasparenti in grado di raggiungere e informare tutti i cittadini. Noi chiediamo un incontro con i rappresentanti degli enti istituzionalmente preposti a questo per sapere cosa bisogna fare e come farlo. Io come associazione dei consumatori non do ragione né ai vegani né ai mangiatori folli di carne Chianina: io voglio avere chiarezza e trasparenza, poi il cittadino a sua volta si comporterà come meglio crede perché si tratta di un suo diritto individuale. Ciò che mi interessa è fornirgli tutti gli strumenti di conoscenza in modo ufficiale e trasparente perché stiamo parlando di questioni molto delicate»

Secondo lei cosa è “cancerogeno” nella filiera dei passaggi dalla produzione alla commercializzazione: non funzionano i controlli? E’ un problema di tracciabilità all’origine, cioè la provenienza dell’animale?

«Da quando scoppiò lo scandalo della “mucca pazza” la tracciabilità della carne è completa; non è tanto quello il problema perché per la maggior parte è stato risolto: ad esempio per i suini ancora non del tutto, ma per la carne bovina è stato risolto. Il punto vero è sapere esattamente cosa dicono i campioni prelevati, quali studi sono stati compiuti e con quali esiti scientifici. Non si può parlare in modo general-generico dicendo la carne; ma cosa significa? E quale carne, solo la rossa o anche la carne di pollo. Detto questo, gli esperti ci devono dire chiaramente cosa fare, ovvero i consigli sulle quantità da consumare in modo da ridurre l’incidenza del rischio. Un conto era la “mucca pazza” con la carne che non si doveva mangiare e l’abbattimento degli animali che fu fatto a cominciare dalla Gran Bretagna; quindi in quel caso fu presa una decisione. Ma qui adesso mi vengono a dire che se mangio la bistecca allora muoio: allora togliamola ma siccome non è così, io voglio sapere esattamente come stanno le cose e come i cittadini si devono comportare, quindi voglio chiarezza e trasparenza dalle istituzioni: mi dicano quando l’alimento carne è rischioso rispetto alla denuncia di essere cancerogeno e via dicendo. Ricapitolando: io voglio chiarezza, trasparenza e istruzioni per l’uso»

C’è qualcosa che secondo lei non funziona a livello europeo?

«A Parma abbiamo l’Autorità europea che deve intervenire facendo chiarezza, ma qui siamo di fronte a una cosa sollevata dall’Oms e quando l’Oms dice alcune cose, beh bisogna crederci altrimenti andiamo tutti in malora…Il problema è spiegare e chiarire bene, non essere general-generici perché così si procura un dramma. Qui stiamo parlando della difesa del cittadino quindi voglio sapere se è un problema di additivi, di estrogeni o dei nitrati che vengono utilizzati per la conservazione; voglio sapere anche cosa dicono le mie istituzioni politiche, amministrative e scientifiche rispetto alle quantità che si possono mangiare. Insomma, non voglio solo leggere i giornali»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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