Nuovo fiume, nuovo inquinamento: il Sarno "malato" e il Bormida rinasce

28 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Nuovo fiume, nuovo inquinamento: il Sarno 'malato' e il Bormida rinasce
Il fiume Sarno continua a restare fra i fiumi più inquinati d’Italia. 

La denuncia arriva da Legambiente che già nel marzo scorso aveva presentato un dossier spietato con cui evidenziava la drammatica situazione dei fiumi, dei laghi e dei mari italiani. Tutto ciò mentre il 2015 doveva essere l’anno, secondo la direttiva Ue 2000/60, per il raggiungimento degli obiettivi di buona qualità delle acque. 

Legambiente ricordava così il caso Tamoil a Cremona e quello di Augusta, Priolo e Melilli in Sicilia, con falde contaminate da idrocarburi; la valle del fiume Sacco nel Lazio, il basso bacino del Chienti o il fiume Sarno, ancora da bonificare; le storie di inquinamento da scarichi civili (il canale Navile di Bologna) e di avvelenamento dalle realtà industriali (il fiume Basento); le contaminazioni di corpi idrici potabili (la falda di Bussi sul Tirino a Pescara, quella tra Vicenza, Verona e Padova, quella diSolofra, in provincia di Avellino, e, ancora, il lago Alaco in Calabria); ma anche le lagune costiere di Grado e Marano in Friuli e quelle di Lesina e Varano sul Gargano. 
Infine, i casi di acque violate dalle eccessive captazioni, come nel caso del Canale del Mulino a Torre Pellice in Piemonte, o dalla cattiva gestione che non tiene conto degli impatti sugli ecosistemi lacustri e fluviali, come racconta la storia dei laghi Arvo e Ampollino sulla Sila in Calabria. 

Ebbene oggi si scopre che per ciò che concerne il fiume Sarno in Campania, nonostante i tanti investimenti erogati per il risanamento iniziato nel lontano 1973 , la situazione resta a tinte fosche, nere, anzi nerissime. Su trenta punti campionati nel tratto tra Solofra e Castellammare di Stabia, compresi canali secondari, solo sei conquistano un giudizio positivo. 
È quanto emerge dall’indagine “Goletta del Sarno”, la campagna di monitoraggio promossa da Legambiente e realizzata con il supporto tecnico della azienda Hach.

I risultati confermano che il fiume continua a subire le pesanti conseguenze dei reflui urbani non depurati, dell’inquinamento da fertilizzanti e pesticidi dell’agricoltura, dell’industria conciaria ed agroalimentare che non tratta adeguatamente i propri scarichi. 

Otto i punti analizzati lungo il Sarno: due buoni e uno sufficiente alle sorgenti, quattro con giudizio di scarso e uno cattivo. Otto anche lungo la Solofrana: uno elevato, uno scarso e sei cattivo. Cattivo, invece, il giudizio per i due prelievi all’alveo comune nocerino e i due al Cavaiola. Nell’alveo comune e nella Solofrana si registrano valori di ammoniaca superiori a sei milligrammi per litro. 
Per i nitrati in alcuni punti si superano i sette milligrammi. 
Rispetto ai dati dello scorso anno, si registra un lieve miglioramento per l’asta principale e un peggioramento per gli affluenti. Inoltre, sono stati analizzati anche dieci campioni di canali secondari, segnalati dai cittadini. 
Tre prelevati nel territorio di Solofra sono risultati in condizioni positive; mentre gli altri sette, prelevati nei comuni del Basso Sarno, sono negativi. Tra i dati più significativi il valore di Cod (domanda chimica di ossigeno) superiore a 300 milligrammi per litro riscontrato nel torrente Mariconda e nel Canale Bottaro.
Nella vasca Pianillo, valori di ammoniaca superiori a trenta milligrammi e di fosforo vicini a venti milligrammi. 

Eppure le bonifiche quando sono fatte a dovere i risultati li portano come avvenuto per il fiume Bormida fra il Piemonte e la Liguria.
Proprio a gennaio di quest’anno il Bormida è tornato infatti a nuova vita, dopo essere stato per anni inquinato da coloranti e vernici di una fabbrica. 
La bonifica iniziò nel 1999 con la chiusura della fabbrica incriminata e nel gennaio del 2015 è arrivata la notizia che tutto è andato per il meglio al punto che, nel febbraio scorso, il Bormida ha ripreso ad irrigare i campi e in più sono tornati i pescatori lungo i suoi argini. 
E allora dove sono finiti i soldi del Sarno? Come mai la situazione è ancora così drammatica?

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