Esclusiva, parla Mineo dopo l'addio al Pd: "Ecco cosa farò. Sono d'accordo con Marino"

28 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Esclusiva, parla Mineo dopo l'addio al Pd: 'Ecco cosa farò. Sono d'accordo con Marino'
Il senatore Corradino Mineo lascia il gruppo del Pd a Palazzo Madama e passa automaticamente al gruppo Misto. "Ieri - scrivono le agenzie - sono stato oggetto di una sorta di processo sommario da parte di Luigi Zanda (capogruppo dem al Senato, ndr) che ha derubricato questioni meramente politiche a questioni disciplinari. Questo è inaccettabile. Sono terrorizzati dalla finanziaria e hanno limitato gli emendamenti".
IntelligoNews ha sentito Corradino Mineo subito dopo la notizia della sua uscita dal gruppo democratico, chiedendogli le motivazioni del gesto e le prospettive future, da Marino a Bersani...

Siamo davanti ad una decisione già scritta? 

«Penso che il problema ci fosse, molte volte ho votato in dissenso su leggi importanti. Dalla scuola alla Rai, così come per la legge elettorale e il Jobs Act. Però il modo in cui ieri è stata posta la vicenda, con un'intera assemblea dedicata a me provando a trasformare il dissenso in una mera questione disciplinare con motivazioni grottesche è sbagliato. "Non sei venuto nella mia stanza a dirmi che votavi contro", ha detto Zanda. Ma come, lo sapevano tutti! L'ho detto al gruppo, c'era bisogno di andare a baciare la pantofola?». 

Che sensazione prova nei confronti del suo ex gruppo?

«Mi ha dato il senso di un gruppo parlamentare smarrito, che non condivide affatto e che di conseguenza si aggrappa a un'unità formale per non discutere davvero di politica». 

L'emblema di questo smarrimento è il caso Marino?

«Sì, assolutamente. Non sanno che fare. Il caso Marino ha a che fare con la riforma costituzionale e con l'italicum perché Renzi sta trasformando l'Italia in un posto dove si eleggono soltanto cariche monocratiche: sindaco, governatore e premier. Cariche che, essendo solitarie, non si possono poi far dimettere». 

Esclusiva, parla Mineo dopo l'addio al Pd: 'Ecco cosa farò. Sono d'accordo con Marino'
Marino ha dunque ragione?

«Ha ragione sì, del resto perché dovrebbe andarsene via? Lui vuole difendere quella parte di cose buone che ha fatto e il Pd non sa che fare. Lo smarrimento è assoluto! Prima l'ha appoggiato, poi l'ha attaccato e ora vuole che se ne vada in silenzio senza dar fastidio. Questa è una roba  dell'altro mondo...».

Proprio ieri l'ex segretario Bersani ha detto che il Pd cammina sulle gambe dell'isolamento e dell'inconsistenza. Ha ragione?

«Io in genere faccio critiche meno dure, però poi le porto fino in fondo. Uno che dice una cosa di questo genere si dovrebbe preparare a votare no alla Stabilità. La vera questione scoppiata ieri, con questo invito accorato a dimettermi, è che hanno paura del voto sulla Stabilità, ma contano che alla fine la maggioranza la voti. Bersani ha ragione, ma se pensa che la Finanziaria sia incostituzionale deve fare una battaglia politica chiara! Non può lanciare il sasso e poi ritirare il braccio». 

Deve fare come Mineo?

«Non necessariamente, ma se avesse fatto battaglia, vedi il caso della Legge Costituzionale, probabilmente la questione delle mie dimissioni forzate non sarebbe stata posta. Se invece continuano così prima o poi saranno fatti fuori uno ad uno, secondo lo schema di Renzi. Oggi Mineo, ieri Fassina e Civati, domani chi?». 
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