Carne rossa, Coldiretti: “Quella italiana eccellente. I rischi arrivano dagli Usa e dal TTIP”

28 ottobre 2015, Marco Guerra
Carne rossa, Coldiretti: “Quella italiana eccellente. I rischi arrivano dagli Usa e dal TTIP”
“La carne italiana è di ottima qualità, il vero rischio arriva dai trattati che potrebbero aprire all’importazione dei prodotti americani”. Rolando Manfredini, responsabile sicurezza alimentare di Coldiretti, fa chiarezza per IntelligoNews circa lo studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che ha messo sul banco degli imputati le carni rosse e quelle lavorate reputandole altamente cancerogene.

Dott. Manfredini, come commenta “l’allarme carne” lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità?

L’Oms ha effettuato questo tipo di studio in ambienti globali diversi da quelli europei e soprattutto italiani. La ricerca mette in evidenza non tanto la causa effetto carne–tumori, ma piuttosto che il consumo ben oltre le quantità consigliate può portare a dei problemi. Noi, come Coldiretti, ribadiamo che tutti gli alimenti possono portare problemi attraverso un consumo non equilibrato. Ma va detto anche che la carne è essenziale per la crescita dei bambini come dicono tutti i nutrizionisti. Non si possono far mancare all’organismo le proteine della carne”.

Si è visto nei casi di bambini malnutriti, perché costretti a seguire una dieta vegana…

Esattamente, i consumi della carne dovrebbero seguire i dettami della dieta mediterranea, secondo cui il consumo delle carni rosse dovrebbe essere contenuto e associato alla frutta e alla verdura”.

Cosa dice dello stato della sicurezza della nostri carni?

“I consumatori italiani possono stare tranquilli perché ci si riferisce ad una produzione riconosciuta di altissima qualità. Sia la produzione agricola che la trasformazione hanno portato ad una selezione di animali che hanno un contenuto più basso di grassi idrogenati, quindi un migliore equilibrio rispetto i grassi saturi e insaturi. Insomma, ci si è selezionati in base ad una produzione di alta qualità. E poi la trasformazione in Italia non opera secondo le denunce dell’Oms , ovvero affumicatura e conservanti. In particolare per i prosciutti viene utilizzato solo il sale. Non ci sono nitrati e polifosfati. E inoltre c’è da dire che i consumi qui sono contenuti. Per intenderci negli Stati Uniti abbiamo 125 chilogrammi pro-capite l’anno. in Australia stiamo 120, effettivamente questa è una alimentazione squilibrata”.

Su quali regimi viaggiamo in Italia?

"Sui 78 kg all’anno, quasi la metà degli Usa e comunque inferiori anche rispetto al Nord Europa; i francesi sono sugli 87 kg pro-capite per esempio. Questo d’altra parte ha aspetti positivi sulla longevità. Se ci nutrissimo male non saremmo tra le popolazioni più longeve del mondo. La vita media delle donne supera gli 84 anni e quella degli uomini raggiunge gli 80. Comunque voglio mettere in evidenza che da noi anche tutta la filiera è diversa. Intendo come la carne arriva sulla nostra tavola e come viene conservata nelle varie fasi del trasposto e della lavorazione. E poi lo studio dell’Oms parla di hotdog e pancetta affumicata che non appartengono alla nostra cultura alimentare”.

Sta dicendo che anche un salame italiano è di un'altra qualità?

“Assolutamente, è meno pesante tenendo conto che la carne con cui sono fatti i nostri insaccati per la maggior parte va ai Dop (prodotti a Denominazione di origine protetta, ndr) e quindi passa per sistemi di certificazione molto rigidi per quanto riguarda l’alimentazione del maiale e la stagionatura”.

E sugli ormoni ai vitelli cosa c’è da dire?

“In Italia gli ormoni non possono essere utilizzati e non sono utilizzati, invece negli Usa sì. E questa è un'altra delle differenze. Anzi sinceramente siamo un po’ preoccupati rispetto al TTIP (Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti che l’Europa sta negoziando con gli Usa, ndr) perché nei metodi d'allevamento americani gli ormoni sviluppano in maniera esagerata la produzione. Noi non li utilizziamo sono proibiti da diverso tempo”.

Quindi con l’adozione del TTIP si rischierebbe di introdurre questi alimenti nel nostro mercato?

“Beh, ancora non sappiamo cosa deciderà il TTIP e va detto che gli ormoni non centrano in questo trattato, ma là utilizzano questi metodi e se si apre all’importazione di carne americana non vorremo che fosse carne agli ormoni”.

Ma in questo momento in Italia è proibito importare carne agli ormoni?

“Certo, in Italia e in Europa poiché applichiamo per il principio di precauzione che stabilisce che gli ormoni fanno male”.

Infatti l’Italia non è stata interessata dallo scandalo mucca pazza. Questo testimonia la qualità della nostra produzione?

“Esatto, questo è un bell'assioma, perché noi ne siamo usciti praticamente indenni rispetto a molti altri Paesi”.

Quindi un bel panino col prosciutto ce lo possiamo concedere?

“Assolutamente sì, la carne fa bene non fa male, è chiaro con moderazione. Anche l’acqua ci può far male se ne abusiamo”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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