Zitti tutti parla il giudice Deodato: "Sono cattolico". E allora?

28 ottobre 2015, Andrea Barcariol
Zitti tutti parla il giudice Deodato: 'Sono cattolico'. E allora?
Si dice "molto amareggiato ma sereno", Carlo Deodato il magistrato del Consiglio di Stato che ha confermato il potere dei prefetti di annullare le trascrizioni nei registri comunali dei matrimoni omosessuali contratti all’estero. Una decisione che, ovviamente, ha scatenato la polemica politica e ha aumentato la spaccatura tra Pd e Ncd. Ennesima bocciatura anche per il sindaco Ignazio Marino che si era fatto promotore di questa battaglia, pur in assenza di una legge nazionale, celebrando in Campidoglio le unioni civili.

Il magistrato, in un'intervista rilasciata al quotidiano "La Repubblica" esprime chiaramente la sua posizione: "Non posso nascondere una certa amarezza per i violenti attacchi personali che mi sono stati rivolti. Ma resto comunque sereno perché ritengo di aver fatto il mio dovere. Ritengo che la decisione assunta sia tecnicamente e giuridicamente corretta, senza alcun inquinamento ideologico. Le accuse che mi sono state indirizzate sono tutte riferite a un mio presunto pregiudizio ideologico, ma non al merito della decisione, che invito tutti a leggere con animo distaccato".

Deodato è finito nel mirino anche perché sul suo profilo twitter (i social sono sempre pericolosi...) si dichiara «cattolico, sposato e padre di due figli» e per questo è stato subito additato come una specie Torquemada anti gay, nonostante si trattasse di una sentenza collegiale.
Zitti tutti parla il giudice Deodato: 'Sono cattolico'. E allora?

"Le opinioni personali e la formazione culturale che appartengono a ogni giudice, e che possono essere espresse in diverse forme, non incidono in alcun modo sull'esercizio della funzione giurisdizionale - ha sottolineato il magistrato - Un buon giudice è quello che applica la legge assumendo decisioni coerenti con essa, senza farsi in alcun modo condizionare dai propri convincimenti di ordine politico, morale, o religioso". Non solo. "Aggiungo che le decisioni del Consiglio di Stato sono assunte da un collegio di 5 magistrati, in modo da limitare al massimo il rischio che eventuali condizionamenti personali possano inficiare la correttezza della decisione. Mi sono sentito sereno e imparziale nell'esaminare la questione giuridica che mi è stata affidata".

Una sentenza che ha fatto tirare un respiro di sollievo ad Angelino Alfano, leader di Ncd che sta perdendo i pezzi del suo partito: «Adesso il Consiglio di Stato mi dà ragione su tutta la linea: i matrimoni tra persone dello stesso non sono previsti dalla legge italiana, pertanto le trascrizioni fatte dai sindaci sono illegittime e la vigilanza è di competenza dei Prefetti. Molto bene».




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