Novità Legge di Stabilità 2017: assegno da Fondi di solidarietà

28 ottobre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
L’art. 36 della Legge di Bilancio, detta la misura delle agevolazioni per l’assegno straordinario per il sostegno al reddito riconosciuto dai Fondi di solidarietà. La misura per l’agevolazione assegno straordinario è estesa per tutto il 2016, 2017, 2018 e 2019. Le disposizioni sono estese anche al Fondo di solidarietà per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo.

Cos’è in sostanza l’assegno straordinario a sostegno nel reddito?

All’interno del quadro normativo,  allo scopo di assicurare adeguate forme di sostegno al reddito ai lavoratori dei settori non coperti dalla normativa in materia d’integrazione salariale,  l’articolo 3 della legge n. 92/2012, intitolato “Tutele in costanza di rapporto di lavoro”, e successive  modifiche e integrazioni, ha stabilito che le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale possano stipulare accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, aventi ad oggetto la costituzione di Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito.
Tali Fondi, nell’ambito ed in connessione con processi di ristrutturazione, di situazioni di crisi, di riorganizzazione aziendale, di riduzione o trasformazione di attività di lavoro, oltre ad assicurare ai lavoratori delle imprese di uno o più settori, interventi di tutela economica in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria, possono perseguire l’ulteriore finalità di erogare assegni straordinari per il sostegno del reddito riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo a lavoratori che raggiungano i requisiti minimi previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato entro cinque anni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro.
Il comma 42, del citato articolo 3, dispone che i Fondi di solidarietà di settore, già istituiti ai  sensi dell'articolo 2, comma 28, della legge n. 662 del 23 dicembre 1996, debbano adeguarsi alle norme previste dalla novella legislativa del 2012, con decreti del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro delle finanze, la cui adozione determina, ai sensi del successivo comma 43, l’abrogazione dei decreti interministeriali recanti i preesistenti regolamenti dei Fondi.

Finalità e campo di applicazione
Il Fondo di solidarietà, nell’ambito e in connessione con processi di ristrutturazione e/o di situazioni di crisi, e/o di rilevante riorganizzazione aziendale o di riduzione o di trasformazione di attività o di lavoro, ha lo scopo di attuare interventi che favoriscano il mutamento e il rinnovamento delle professionalità o realizzino politiche attive di sostegno al reddito e all’occupazione a beneficio dei lavoratori dipendenti delle imprese che, a prescindere dal numero dei lavoratori occupati, applicano i contratti collettivi nazionali di categoria per le Banche di credito cooperativo e i relativi contratti complementari, così come previsto dall’articolo 2, comma 1, del D.I. n. 157/2000.

Chi sovraintende al fondo
Il Fondo non ha personalità giuridica e costituisce una gestione dell’Inps e gode di autonoma gestione finanziaria e patrimoniale, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del citato decreto interministeriale.
Il Fondo ha l’obbligo del bilancio in pareggio e non può erogare prestazioni in carenza di disponibilità finanziaria, ai sensi dell’art. 3, comma 26, della legge n. 92/2012.
Gli interventi a carico del Fondo sono concessi previa costituzione di specifiche riserve finanziarie ed entro i limiti delle risorse già acquisite.
Il Fondo ha l’obbligo di presentare il bilancio tecnico di previsione ad otto anni, fermo restando l’obbligo di aggiornamento al momento della presentazione del bilancio preventivo annuale, al fine di garantire l’equilibrio dei saldi di bilancio.
Sulla base del bilancio di previsione il Comitato amministratore, organo di gestione del Fondo, ha facoltà di proporre modifiche riguardo l’importo delle prestazioni o la misura dell’aliquota di contribuzione, da adottarsi secondo le modalità previste dall’art. 3, comma 29, della legge n. 92/2012, e successive modifiche e integrazioni. 
Gli articoli 3 e 4 del citato decreto disciplinano la composizione, la durata delle cariche e i compiti del Comitato amministratore del Fondo. In particolare, il Comitato delibera la concessione degli interventi e dei trattamenti. Per quanto riguarda gli assegni straordinari, il Comitato prende atto degli accordi aziendali trasmessi dalle Sedi per il tramite della Direzione centrale pensioni. Nel frattempo le Sedi competenti per l’erogazione della prestazione liquidano gli assegni, salvo parere contrario da parte del Comitato medesimo.
Gli oneri di amministrazione del Fondo, determinati secondo i criteri e nella misura previsti dal regolamento di contabilità dell’Istituto, sono a carico del Fondo e vengono finanziati nell’ambito della contribuzione dovuta, ai sensi dell’art. 3, comma 9, della legge n. 92/2012.
Per gli assegni straordinari gli oneri di gestione sono a carico delle singole aziende esodanti, le quali provvedono a versarli all’Istituto direttamente, con le modalità definite dall’Istituto medesimo.
Tutto è gestito direttamente dall’Inps.

L’Assegno straordinario di sostegno al reddito
Destinatario delle prestazioni straordinarie (articolo 5, comma 1, lettera b) è il personale dipendente, compreso quello con qualifica di dirigente, delle aziende del settore, coinvolto in processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale che si trovi nelle condizioni di maturare i requisiti minimi per la fruizione del trattamento pensionistico (il più prossimo tra anticipato o di vecchiaia) a carico della gestione previdenziale obbligatoria di appartenenza entro un periodo massimo di 60 mesi dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro.
Il valore dell’assegno straordinario erogato in forma rateale è pari all’importo del trattamento pensionistico che gli interessati teoricamente percepirebbero alla data di cessazione del rapporto di lavoro, compresa la quota di pensione calcolata sulla base della contribuzione mancante per il diritto alla pensione stessa.
 Per i periodi di erogazione dell’assegno compresi fra la cessazione del rapporto di lavoro e la maturazione dei requisiti minimi di età e di contribuzione richiesti per il perfezionamento del diritto a pensione, l’azienda esodante versa la contribuzione correlata.

Introduzione della forma assistenziale nella legge di Bilancio 2017
Chi può farne domanda
L’agevolazione è valida fino al 31 dicembre 2019, e fa riferimento alle imprese o gruppi di imprese coinvolti in processi di ristrutturazione o fusione, rientranti nei settori destinatari dei Fondi di solidarietà. 
Il contributo straordinario a carico del datore di lavoro è ridotto, a domanda da presentare dallo stesso datore di lavoro, di un importo pari:
- 85 % dell’importo equivalente alla somma della prestazione e della contribuzione figurativa del medesimo decreto per i nuovi accessi all’assegno straordinario nel 2017;
- al 50% per i nuovi accessi all’assegno straordinario negli anni 2018 e 2019.
Il limite massimo complessivo ammissibile è di 25.000 accessi nel triennio 2017-2019 all’assegno straordinario per il sostegno al reddito.
Detto importo è calcolato, per ciascun lavoratore coinvolto nei processi di agevolazione all’esodo, e in ogni caso relativamente a un periodo non superiore alla durata dell’assegno straordinario.
All’integrazione del finanziamento degli assegni straordinari necessaria per effetto della riduzione del contributo straordinario  provvede la Gestione degli interventi assistenziali e a sostegno delle gestioni previdenziali istituita presso l’INPS.

Il beneficio è riconosciuto ai datori di lavoro:
- nel limite di 174 milioni di euro per l’anno 2017;
- 224 milioni di euro per l’anno 2018;
- 139 milioni di euro per l’anno 2019;
- 87 milioni di euro per l’anno 2020;
- 24 milioni di euro per l’anno 2021.
L’ Inps provvede al monitoraggio delle domande presentate ai fini del rispetto dei limiti di spesa annuali  e del limite numerico complessivo. Fermo restando il limite numerico complessivo, qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento, dei limiti di spesa annuali, l’INPS non prende in esame ulteriori domande finalizzate ad usufruire del beneficio.
Assegno straordinario e Fondi di solidarietà: le risorse dell’Inps
Alle attività previste l’Inps provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
I Fondi di solidarietà, sempre per il triennio 2017-2019, provvedono, a loro carico e previo il versamento da parte dei datori di lavoro nei confronti dei lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi sette anni, anche al versamento della contribuzione correlata a periodi, utili per il conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia, riscattabili o ricongiungibili precedenti all’accesso ai Fondi di solidarietà.
Gli oneri di finanziamento sono versati ai Fondi dall’azienda datrice di lavoro e costituiscono specifica fonte di finanziamento con destinazione riservata alle finalità. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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