Le "nuove" catture di pesce spada: il taglio Ue sulla pesca è condiviso

28 ottobre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
In Portogallo è in programma a metà novembre la commissione internazionale dei tunnidi durante la quale si discuterà della proposta avanzata dalla commissione Europea di una riduzione pari al 25% della pesca del pesce spada del Mediterraneo.
Secondo quanto riporta Ansa,  le opzioni sul periodo di riferimento sono due, e su queste stanno discutendo gli esperti dei paesi membri. 
La prima, preferita dall’Italia, prenderebbe a parametro per il taglio delle quantità pescate le catture 2015. 
La seconda alternativa, privilegiata da paesi come la Spagna, prenderebbe come punto di partenza la media del quinquennio 2011-2015. 
Altro elemento controverso è la ripartizione dello sforzo di riduzione tra i Paesi Iccat e tra quelli europei.
Intanto l’Italia, con l’appoggio di Spagna, Portogallo e Grecia, ha chiesto oggi un incremento della quota pesca per il tonno rosso del Mediterraneo, oltre l’aumento del 20% annuo già concordato per il periodo 2014-2017. 
La richiesta era stata già anticipata dal sottosegretario alle politiche agricole Giuseppe Castiglione a margine del consiglio agricoltura e pesca del 10 ottobre. 
La richiesta è legata alla discussione sull’introduzione di quote per la pesca del pesce spada. La Commissione e altri Paesi come la Francia, però, hanno invitato ad attendere la nuova valutazione scientifica degli stock che dovrà essere compiuta nel 2017 e a mantenere l’incremento nei livelli già stabiliti.

Le 'nuove' catture di pesce spada: il taglio Ue sulla pesca è condiviso

Cos’è l’Iccat?
È l'organizzazione internazionale che si occupa della conservazione dei tunnidi e delle specie affini (pesci spada e squali) nell'oceano Atlantico e mar Mediterraneo. Il tema, oggi sul tavolo dei ministri responsabili del Consiglio di pesca a Lussemburgo, è volto a introdurre un tetto ("total allowable catch") alle catture totali di pesce spada nel Mare Nostrum, diminuendo ogni anno questo limite massimo, "in linea con i pareri scientifici".
Nonostante il pesce spada dell'Atlantico sia già sottoposto a un piano di recupero dal 1997, finora l'Ue non ha mai attuato un piano di recupero per il Mediterraneo, dove i dati scientifici mostrano che 30 anni di sovrasfruttamento hanno ridotto del 70% la popolazione della specie ittica. Nel 2010-11 è fallito il primo tentativo della commissione in materia. Ora il commissario per l'Ambiente ci riprova.
Il sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole con delega alla pesca, Giuseppe Castiglione, ha espresso una posizione di cauta apertura alle proposte del commissario. "Non siamo contrari pregiudizialmente, ma vogliamo prima vedere come saranno affrontate le questioni sociali, ambientali e gestionali" del piano di recupero, ha detto Castiglione a margine della riunione. "Gli stock di pesce spada - ha riconosciuto - sono sempre più depauperati e urge un intervento dell'Ue e dell'Iccat". Intanto, ha aggiunto con soddisfazione Castiglione, "sta funzionando" il piano di recupero per il tonno rosso. E sta funzionando così bene che il governo italiano giudica opportuno chiedere di aumentare di un altro 20% la propria quota di catture, oltre al 20% già concesso, per il 2017.
C’è da dire che l’attenzione della Ue su argomenti di tutela e prevenzione non sono in assoluto negativi, soprattutto per quanto riguarda il confronto con le associazioni di tutela del territorio e anche i pareri dei ministri preposti all’ambiente dei Paesi Ue
Un esempio su tutti, la retromarcia sulla misura delle vongole che è stata dettata dal buon senso e soprattutto dalla collaborazione degli organismi ministeriali e scienfici che sono riusciti a far comprendere il ridimen
autore / Luca Lippi
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