Pensioni, meno del 40% sotto 1.000€: l'Inps dà i numeri

28 ottobre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
L’Inps in un comunicato (Casellario centrale dei pensionati dell'Inps, dato al 31 dicembre 2015) rende noto che il 64,6% delle pensioni hanno un importo mensile inferiore ai 1.000 euro. La percentuale di pensionati con reddito al di sotto di questa soglia scende al 39,6%, per la possibilità di cumulo di più trattamenti pensionistici.
Prosegue la nota dell’Inps riportata da AdnKronos segnalando più nello specifico che la spesa pensionistica sostenuta per l’erogazione delle pensioni sotto i mille euro è il 32% del totale, mentre la percentuale dei redditi pensionistici corrispondenti ai pensionati più poveri (sotto i 1.000 euro mensili), si dimezza al 16%. 
Nelle classi di reddito più basse si concentrano soprattutto le pensioni di tipo assistenziale, che rappresentano una forma di assistenza alle persone più disagiate, per motivi economici e/o fisici e le pensioni ai superstiti, che sono per loro natura di importo più basso di quelle del dante causa, essendo calcolate come una percentuale di queste ultime.
Per tutte le classi di importo superiori ai mille euro mensili, l’incidenza dei pensionati è maggiore di quella delle pensioni. 
In particolare il 38,9% dei pensionati percepisce redditi pensionistici mensili compresi tra i 1.000 e i 2.000 euro, mentre, in questa stessa classe di importo, ricade solo il 23,6% delle pensioni. 
I pensionati che percepiscono più di 2.000 euro al mese rappresentano il 21,5%, mentre le pensioni l’11,7%, con importi che pesano per il 34,5% sulla spesa pensionistica complessiva.
I pensionati delle regioni meridionali e delle isole percepiscono importi più bassi rispetto a quelli residenti nelle altre zone geografiche. 
Nel Mezzogiorno infatti il numero dei pensionati con redditi pensionistici sotto i 1.000 euro superano il 48% del totale, mentre nelle altre aree geografiche essi sono presenti per il 32% e il 36% rispettivamente al Nord e al Centro.
Di contro i pensionati che percepiscono importi tra 1.500 e 2.000 euro al Nord superano di oltre 7 punti percentuali quelli dal Mezzogiorno. Ed infine i pensionati delle classi più alte, oltre i 2.000 euro mensili, residenti nel Mezzogiorno sono il 18%, contro il 24% e il 25% delle altre aree geografiche.
Le pensioni fino a 500 euro, rileva ancora l’Inps, sono circa 5.900.000 e rappresentano il 25,5% del totale; quelle tra 1.000 e 1.500 euro sono 3.159.808 pari al 13,7% del totale. Infine, l’insieme delle pensioni che superano i 1.500 euro è costituito da poco meno di 5 milioni di pensioni, pari al 21,6% del totale. 
Dall’analisi delle differenze tra redditi maschili e femminili si osserva che le classi di reddito pensionistico oltre i 1.500 euro mensili sono popolate molto di più da maschi che da femmine; infatti in tali classi i pensionati maschi rappresentano il 50,9% del totale dei maschi, mentre per le pensionate femmine l’analoga percentuale sul totale femminile scende sino al 28,6%.

Pensioni, meno del 40% sotto 1.000€: l'Inps dà i numeri

Tito Boeri, a un workshop sul welfare organizzato a Torino, torna ad attaccare il governo dopo lo scontro con il ministro Poletti sulle poche misure della manovra per i giovani. 
Dice il Presidente dell’Inps: Mi sembra che gli impegni del governo non siano tanto credibili. Speriamo che nella seconda fase del confronto con i sindacati, il prossimo anno, si possa mettere in campo una strategia coerente. Bisogna vedere se il governo avrà la forza per farlo”. 
Polemico dunque Boeri con le misure intraprese dall’esecutivo in ambito Riforma delle pensioni, la sua perplessità è soprattutto nota per la spesa che secondo l’economista è assai maggiore di quella stimata e soprattutto evitabile.
Attacca poi anche sulla questione delle salvaguardie: Ci avevano detto che il settimo sarebbe stato l’ultimo, invece c’è stato l’ottavo e ho già il tam tam del nono”.
Prosegue poi in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il presidente dell’Inps evidenziando che “con gli interventi sulla quattordicesima, sui lavoratori precoci e la sperimentazione sull’Ape social, il debito pensionistico potrebbe aumentare di circa 20 miliardi”.
In conclusione e riassumendo, la dura presa di posizione di Boeri arriva nel giorno in cui dall'Inps arrivano i dati sui redditi dei pensionati dai quali emerge come nonostante l'aumento della spesa sia quasi impossibile arrivare a fine mese per il trattamento previdenziale. 
Basti pensare che 6,4 milioni di pensionati (il 39,6% del totale) non arrivano neppure a mille euro al mese. E a pagare il conto più alto,  come nel mercato del lavoro attivo, sono le donne con una forbice spaventosa: il 48,3% delle pensionate non arriva a mille euro contro il 29,8% degli uomini. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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