Il rosso di Eni a 484mln, Desaclzi: progetto Zohr in tempi record

28 ottobre 2016 ore 16:58, Luca Lippi
Eni quest'anno ha ridotto del 20% gli investimenti rispetto a un anno fa a cambi omogenei. Il gruppo ha confermato l'autofinanziamento dei capex rispetto a uno scenario in cui il Brent quota attorno a 50 dollari il barile. Inoltre ha stretto accordi in Egitto e in Algeria per lo sviluppo delle energie rinnovabili.
"Nel terzo trimestre abbiamo compiuto tre fondamentali passi nella messa a regime del nostro portafoglio upstream: la stabilizzazione a plateau della produzione di Goliat, il riavvio di Kashagan e il ramp-up di Nooros, testimonianza del successo della nostra strategia esplorativa che privilegia la riduzione del time-to-market", ha commentato l'ad, Claudio Descalzi. "Questi risultati, insieme al riavvio della produzione in Val d'Agri, consentiranno di rinforzare dal quarto trimestre la generazione di cassa che beneficia al contempo della riduzione dei costi di sviluppo e di estrazione".
Secondo quanto riporta MilanoFinanza, inoltre il colosso oil continuerà gli sforzi per la messa in produzione in tempi record di Zohr, mentre buone notizie arrivano anche da Coral, in Mozambico, "per il quale abbiamo firmato il contratto di vendita del gas, altro passo fondamentale per l'avvio della fase costruttiva del progetto", ha aggiunto Descalzi. Invece, nei business mid-downstream, tutti positivi in termini di free cash flow nonostante il contesto negativo, prosegue la realizzazione dei piani di ottimizzazione, "mentre nel trimestre abbiamo dato avvio alla fase esecutiva del nostro nuovo piano di produzione di energia da fonti rinnovabili. Le strategie e gli obiettivi di gruppo, comprese le cessioni, restano confermati".
Il commento segue risultato operativo di Eni del terzo trimestre in flessione di -0,5 miliardi (-66%) per effetto del peggioramento dello scenario (-0,6 miliardi) sui prezzi del greggio e della fermata in Val d'Agri, spiega il gruppo, un risultato operativo adjusted di 0,26 miliardi di euro. I minori costi e le azioni di efficienza messe in atto per contrastare lo scenario negativo hanno portato un beneficio di 0,1 miliardi.
Il risultato netto adjusted è -0,48 miliardi nel trimestre, come il risultato netto per 0,56 miliardi nel trimestre. Cash flow pari a 1,44 miliardi (-19%) e indebitamento finanziario netto a 16 miliardi con un leverage di 0,32. 
Il consenso degli analisti aveva stimato nel terzo trimestre una perdita netta in miglioramento a 70 milioni di euro, un ebit rettificato in contrazione a 290 milioni e un debito in aumento a 14,7 miliardi.

Il rosso di Eni a 484mln, Desaclzi: progetto Zohr in tempi record

Il gruppo petrolifero ha prodotto 1,71 milioni di barili al giorno nel trimestre, in crescita dello 0,4% (+2,2% se si escludono il fermo in Val d'Agri, operazioni di portafoglio e l'effetto prezzo dei contratti petroliferi). Il gruppo ha comunque confermato la guidance di un livello produttivo sostanzialmente stabile rispetto al 2015, nonostante il fermo Val d'Agri, dove nel frattempo è stata riavviata a regime la produzione.
E' stata quindi riavviata a regime la produzione dei campi di Val d'Agri e Goliat. Riavviata, in anticipo rispetto ai programmi, anche la produzione di Kashagan attualmente pari a 100mila barili al giorno. Sono stati poi conseguiti "tutti i sei avvii di produzione da progetti rilevanti previsti a budget", ha annunciato Eni , che si attende un contributo da avvii e ramp-up di 280 mila barili al giorno per quest'anno.
Per quanto riguarda l’anno nuovo, in risposta al trend ribassista del prezzo del petrolio, il management ha pianificato iniziative di riconfigurazione e riprogrammazione dei progetti d'investimento, di selezione dei temi esplorativi e di rinegoziazione dei contratti per la fornitura di beni d'investimento. 
La conseguente riduzione attesa dello spending a parità di cambio rispetto al 2015 è pari a circa il 20%. Escludendo il progetto di Zohr, la riduzione della spesa sarebbe pari al 30%. Il leverage, in assenza di incassi da dismissioni entro fine anno, è previsto attestarsi su livelli di poco superiori a 0,30.
Riguardo la produzione di idrocarburi è previsto un livello produttivo sostanzialmente stabile rispetto al 2015 grazie ai ramp-up e agli avvii di nuovi giacimenti in Egitto, Norvegia, Angola, Venezuela, Congo e Usa. Questi incrementi saranno in grado di assorbire l'interruzione della produzione in Val d'Agri di circa quattro mesi, le minori produzioni indotte dai fattori geopolitici e i declini di giacimenti maturi.
Per quanto riguarda le vendite di gas: in un contesto di perdurante eccesso di offerta e pressione competitiva, le vendite di gas sono previste in linea con la riduzione degli impegni contrattuali in acquisto.
Per quanto riguarda i prodotti chimici la società si attende uno scenario moderatamente positivo con margini del polietilene previsti in media su valori superiori rispetto al 2015, nonostante l'inversione del trend a partire da giugno per la maggiore competizione.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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