Teresa Costanza e Trifone Ragone, il giallo sfuma: gli indizi sull'amico

28 settembre 2015, intelligo

Teresa Costanza e Trifone Ragone, il giallo sfuma: gli indizi sull'amico
di Anna Paratore 

La prima cosa da fare ora, è una perizia per stabilire se sul caricatore della pistola 7.65 Beretta ritrovato nel laghetto non distante dalla palestra, ci siano impronte che hanno resistito al tempo e all’acqua, o tracce di DNA dell’assassino. Che il caricatore sia quello della pistola che ha sparato contro Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati trentenni di Pordenone, ammazzati senza pietà qualche mese fa davanti alla palestra che entrambi frequentavano, è stato comprovato. 

L’assassino, fuggendo, si è probabilmente liberato di un pezzo dell’arma lanciandolo in acqua, sicuro che lì non sarebbe mai stato ritrovato. Ed è infatti ancora abbastanza nebuloso cosa abbia portato gli inquirenti a distanza di parecchio tempo dal duplice omicidio, a dragare il piccolo specchio d’acqua distanze forse meno di un chilometro dalla scena del crimine. Di certo, ora c’è un indagato. Si tratta di un commilitone di Trifone, un 26enne che per un periodo ha diviso con la vittima addirittura un appartamento. L’uomo si chiama Giosuè Ruotolo, e ha rilasciato una dichiarazione a Newsmediaset: “Troveranno il colpevole, ma quello non sono io. Con Trifone eravamo amici. Ho portato la bara? Sì, mi sembrava giusto farlo”. 

Ruotolo si difende dall’accusa e sulla mancanza di un alibi, ammette di non averne, ma sottolinea che questo non significa per niente essere colpevole. “A me sta bene che indaghino. E’ la cosa giusta da fare”, ha detto Ruotolo, “anche perché voglio uscire pulito da questa storia in cui non c’entro nulla”. Dall’altra parte, sembra che gli inquirenti siano arrivati a lui monitorando con molta attenzione i tracciati telefonici registrati intorno alla palestra durante le ore dei delitti, e anche i filmati ripresi dalle telecamere di sorveglianza sparse nelle vicinanze. Sarà dunque davvero molto importante stabilire se il caricatore della Beretta abbia trattenuto qualche traccia di chi ha usato l’arma contro la giovane e bella coppia. 

Come si ricorderà, Teresa Costanza e Trifone Ragone, trentenni, fidanzati da tempo, convivevano a Pordenone dove lui era militare e lei, laureata alla Bocconi, lavorava in un studio. Belli, brillanti, amanti del fisico scolpito, nelle ore di libertà i due lavoravano anche per alcune discoteche, come ragazzi immagine o come cubista Teresa e buttafuori Trifone. Le loro occupazioni notturne, però, non devono dare adito a strambi pensieri, perché la vita dei due giorni, passata al setaccio dalle forze dell’ordine, si è dimostra priva di ogni zona buia. Da qui anche la difficoltà in questi mesi passati dal 17 marzo scorso, giorno del duplice omicidio, di individuare un movente per il crimine, e l’autore di un così efferato delitto.

autore / intelligo
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