Redditometro: perché stare attenti alle nuove voci nel paniere

28 settembre 2015, Luca Lippi
Redditometro: perché stare attenti alle nuove voci nel paniere
Il redditometro è uno strumento di accertamento sintetico del reddito, che consente al fisco italiano una determinazione indiretta del reddito complessivo del contribuente, basata sulla capacità di spesa del medesimo. È anche uno strumento aggiuntivo per il fisco per la determinazione della base imponibile.

Introdotto nel 2011 questo strumento si evolve seguendo il mutamento sociale ed economico dei consumi allo scopo di renderlo più efficiente possibile. Le voci del redditometro che alimentano il calcolo del reddito minimo presunto sono oltre 100 (si possono visualizzare nel sito del Mef), qualora il contribuente dichiari un reddito anche per una sola annualità che si discosti per oltre il 20% da questo valore sarà soggetto ad una richiesta di informazioni del fisco mediante invio di posta. 

Qualora il contribuente non risponda, risponda solo parzialmente o in modo non soddisfacente per il fisco, potrà essere soggetto ad accertamento sintetico fiscale con applicazione di sanzioni ed interessi e a cui il contribuente potrà solo difendersi contestando formalmente l’atto.

Le nuove voci introdotte nel redditometro 2015 sono: centri benessere e centri bellezza; abbonamenti alle tv a pagamento; assegni periodici al coniuge, rette per gli asili nido e fondi di investimento.

Queste voci vanno ad implementare le voci esistenti che nel frattempo si aggiungono alle due macro-categorie che sono oggetto della composizione del mutato redditometro aggiungendosi alle voci dell’originario redditometro del 2011.
Le due macro-categorie sono: consumi e investimenti.

I consumi comprendono: alimenti; abitazione; combustibili; mobili; sanità e trasporti; istruzione; tempo libero; animali.

Gli investimenti comprendono: immobili e beni mobili registrati; polizze assicurative; azioni e obbligazioni; quote di fondi comuni d’investimento.

Attenzione! I vari aggiornamenti della lista sono tutti retroattivi, nel senso che se al 2011 alcune voci non erano comprese nella lista, l’aggiornamento comporta il ricalcolo del reddito al 2011.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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