Privacy, WhatsApp con Fb "si fa gli affari suoi" ma il garante non ci sta

28 settembre 2016 ore 17:12, Americo Mascarucci
Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un'istruttoria a seguito della modifica della privacy policy effettuata da WhatsApp a fine agosto che prevede la messa a disposizione di Facebook  di alcune informazioni riguardanti gli account dei singoli utenti di WhatsApp, anche per finalità di marketing.
Il Garante ha invitato WhatsApp e Facebook a fornire tutti gli elementi utili alla valutazione del caso.
In particolare ha chiesto di conoscere nel dettaglio:
la  tipologia di dati che WhatsApp intende mettere a disposizione di Facebook;
le modalità per la acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati;
le misure per garantire l'esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana sulla privacy, considerato che dall'avviso inviato sui singoli device la revoca del consenso e il diritto di opposizione sembrano poter essere esercitati in un arco di tempo limitato.
Il Garante ha chiesto inoltre di chiarire se i dati riferiti agli utenti di WhatsApp, ma non di Facebook, siano anch'essi comunicati alla società di Menlo Park, e di fornire elementi riguardo al rispetto del principio di finalità, considerato che nell'informativa originariamente resa agli utenti  WhatsApp non faceva alcun riferimento alla finalità di marketing.

Privacy, WhatsApp con Fb 'si fa gli affari suoi' ma il garante non ci sta
La questione è finita sui tavoli della Commissione europea già all'inizio di settembre. 
A esprimere i dubbi dell'antitrust sulla privacy è stato il Commissario Europeo alla Concorrenza Margrethe Vestager che ha chiesto di verificare l'eventuale violazione delle norme Ue in materia da parte del servizio acquisito nel 2014 da Facebook che oggi conta oltre 1,7 miliardi di utenti. 
Nel dettaglio, le nuove norme prevedono che parte delle informazioni relative agli iscritti a WhatsApp (alla voce ''info account'' del servizio) vengano riutilizzate da Facebook per fini pubblicitari. 
''WhatsApp potrebbe offrire il marketing per i Servizi di Facebook, società di cui fa ora parte'' si legge nel nuovo regolamento varato circa un mese fa.
Eppure la nota su Whatsapp.com chiarisce: ''Né WhatsApp, né Facebook, né nessun altro: non invieremo né condivideremo il tuo numero di WhatsApp con altri, incluso su Facebook, e continueremo a non vendere, condividere o dare il tuo numero di telefono agli inserzionisti''.  
"La nuova privacy policy adottata da Facebook e WhatsApp pone serie preoccupazioni dal punto di vista della protezione dei dati personali" - commenta Antonello Soro, presidente dell'Autorità italiana all'Ansa, ricordando che lo scambio di indirizzari tra i servizi non può avvenire senza il consenso degli iscritti. 
"Il flusso massiccio di dati non riguarda solo gli utenti di Facebook o WhatsApp, - insiste il Garante - ma si estende anche a chi non è iscritto a nessuno dei due servizi, i cui dati vengono comunicati per il semplice fatto di trovarsi in una rubrica telefonica di un utente di WhatsApp".

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