Gli 80 anni da "nonno patriarca" di Berlusconi: "In politica neanche un amico"

28 settembre 2016 ore 10:39, Americo Mascarucci
E’ stato l’uomo più amato e più odiato d’Italia, osannato dai sostenitori denigrato sistematicamente dai nemici.
Mai nessun politico come Silvio Berlusconi ha forse diviso così drasticamente il popolo italiano fra berlusconiani e anti-berlusconiani, fra chi lo considerava la speranza del Paese e chi invece la rovina dell’Italia.
Ha vinto le elezioni per tre volte, nel 1994, nel 2001 e nel 2008 e lui nonostante tutti l’avessero dato per spacciato è sempre risorto dalle sue stesse ceneri, riconfermandosi leader indiscusso del centrodestra in Italia. 
Ha perso forse soltanto nel 1996, perché tanto nel 2006 che nel 2013 più che una sconfitta il suo è stato un pareggio, recuperato nel giro di poche settimane, di fronte a sondaggi che, per l’ennesima volta, ne avevano suonato il de profundis.
Adesso Berlusconi sembra davvero giunto al capolinea, complice l’ascesa di un leader come Matteo Renzi, considerato più berlusconiano dell’originale, ma ancora di più i problemi di salute che lo hanno molto segnato negli ultimi mesi. 
Berlusconi compie 80 anni e si confessa al Settimanale Chi.
Ad Alfonso Signorini rivela: 
"La politica non mi ha mai appassionato. Mi ha fatto solo spendere un sacco di tempo e di energie. Se sono sceso in campo è solo per impedire l’ascesa dei comunisti al potere, visto che Tangentopoli aveva praticamente cancellato la storia e i protagonisti di tutti e cinque i partiti democratici che ci avevano governato per cinquant’anni. Non esistevano altre alternative. So solo che tanto in politica estera quanto in politica interna non ho mai sbagliato un colpo. E non sono caduto per colpa mia". 
Berlusconi effettivamente nel 1994 avrebbe volentieri lasciato la scena a Mario Segni se soltanto quest’ultimo non si fosse fatto trascinare dai pregiudizi anti fascisti e anti berlusconiani del Ppi di Martinazzoli contrario ad accordi tanto con Fini che con Berlusconi. Ma senza i voti della destra missina e l’apporto della nascente Forza Italia, battere la "gioiosa macchina da guerra" di Achille Occhetto era pressoché impossibile.

Gli 80 anni da 'nonno patriarca' di Berlusconi: 'In politica neanche un amico'
Ma Berlusconi racconta anche altro. 
"Pensandoci bene, non mi viene in mente neppure un nome di un vero amico in politica. Ma non sono tipo da portare rancore: chi ha tradito non ha tradito me, ma gli elettori che l’avevano portato in Parlamento". 
Poi sulle relazioni sentimentali e i due matrimoni andati in crisi rivela: "L'amore è stato importante nella mia vita, ma, confesso, la passione e l’impegno per il mio lavoro hanno spesso preso il sopravvento". 
E con Francesca Pascale? "Non c'è alcuna crisi tra noi, come invece si ostinano a scrivere i giornali".
Il Milan, l’altra grande passione dopo il lavoro e prima della politica: "Ho un rimpianto - si legge nell'intervista - quello di non aver potuto lavorare sul Milan come avrei voluto. Se negli ultimi anni il Milan non è stato come prima è solo perché non ho avuto più tempo per occuparmene personalmente. Sono comunque il presidente di club che ha vinto di più nella storia del calcio". 
Ottant'anni che l'ex Premier intende festeggiare soltanto con i propri cari. 
"Nessuna festa di compleanno. Farò solo una cena con i miei cinque figli. E ho pregato tutti quanti di non farmi nessun regalo. Se proprio vogliono, facciano beneficenza".
E per il futuro Berlusconi sembra non avere dubbi: "La cosa che ho realizzato, forse la più importante, è che passerò più tempo con i miei figli e i miei nipoti. Dedicherò più tempo alle persone a cui voglio bene. Come ho fatto questa estate. Ed è giusto così: cinque figli e dieci nipoti fanno un patriarca. E io questo mi sento".

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