Pacchetto pensioni: trovati solo 1,5mld ma i sindacati ne chiedono 2,5

28 settembre 2016 ore 14:55, Luca Lippi
Approvato il Def, e quindi fatti due conti, oggi ci si siede al tavolo per ridiscutere la Riforma delle pensioni con qualche soldino in meno rispetto a quanto ipotizzato solo fino alla vigilia.

Prima del Def:
Al tavolo in sintesi si tratterà il cosiddetto Ape e soprattutto l’Ape Social, per dare la possibilità alle persone di uscire dal lavoro fino a tre anni e sette mesi prima (con almeno venti anni di contributi versati) con un prestito bancario assicurato, veicolato attraverso l'Inps, da restituire con rate mensili per venti anni. 
Versione social dell'Ape, gratuita per le categorie più svantaggiate (disoccupati senza ammortizzatori, lavoratori usuranti e chi ha esigenze di cura) e per chi è coinvolto in ristrutturazioni aziendali (costo stimato 600 milioni di euro); ricongiunzione non onerosa dei contributi versati in gestioni previdenziali diverse; intervento sui lavoratori precoci cui verrà corrisposto un bonus contributivo per accedere alle pensione anticipata, ma con ogni probabilità solo se hanno iniziato a lavorare prima dei sedici anni (nella prima ipotesi la soglia era fissata sotto i 18 anni, in questo caso la platea dei beneficiari sarebbe più elevata); raddoppio della quattordicesima per le pensioni fino a 750 euro (960 euro in un'unica soluzione invece dei 40 euro al mese per un importo annuo di 480 euro).
Stimati almeno 2 miliardi (poco più), ma i sindacati già siedono con l'intento di far notare al governo che “i soldi non bastano”

I fondi per la riforma nella realtà:
matteo Renzi ai microfoni di Rtl 102.5 dichiara: “le misure ci saranno e non dipendono dalla trattativa con Bruxelles. Ovviamente non saranno multimilionarie, ci saranno con la logica dei piccoli passi: in pensione si può andar prima accettando una piccola penalizzazione dello stipendio, le minime avranno una sorta di quattordicesima, riusciremo a dare qualche soldo in più”, ma le novità non piaceranno ai rappresentanti delle parti sociali e possiamo solo immaginare lo svolgimento del tavolo negoziale.
In quello stesso tavolo arriverà la doccia fredda dopo la chiusura dei conti seguente l’approvazione del def, dei 2 miliardi a disposizione, ce ne sono solamente 1,5! 
L'Ape è previsto che abbia un costo diverso a seconda delle situazioni: più alto se volontaria e, invece, pari a zero per coloro che sono disoccupati e hanno esaurito gli ammortizzatori sociali, per chi ha esigenze di cura di familiari disabili e per chi fa lavori rischiosi. Limite per beneficiare dell'Ape social, come è stata battezzata, dovrebbe però essere l'aver maturato una pensione entro i 1.500 euro lordi. Nei casi di Ape volontaria, la rata per il prestito per il periodo massimo (tre anni e sette mesi) potrebbe costare fino al 25% dell'importo della pensione per 20 anni. Quanto ai precoci, sembra privilegiata l'ipotesi di uno sconto di circa un anno soltanto per chi ha cominciato a lavorare prima dei 16 anni. Tra le altre misure, l'estensione ai pensionati della no tax area al livello del lavoro dipendente (8.000 euro), l'intenzione di intervenire sui lavoratori usuranti e sulle ricongiunzioni onerose.

Cosa chiedono le parti sociali:
L'appuntamento, slittato già due volte, è fissato per il primo pomeriggio tra il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Dalle risorse 'postate' e dalla sostanza degli interventi previdenziali dipenderà anche la possibilità che si arrivi ad un accordo o ci si limiti ad un verbale di incontro. Fin dall'inizio i sindacati hanno messo sul tavolo la richiesta innanzitutto di introdurre flessibilità in uscita, modificando la legge Fornero sulle pensioni, e di prevedere uno stanziamento di almeno 2,5 miliardi. 
Non dobbiamo fare altro che aspettare stasera.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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