Diabete, pancreas artificiale anti-insulina a vita: i dati dell'Italia malata

28 settembre 2016 ore 12:22, intelligo
di Luciana Palmacci

Il diabete di tipo 1 colpisce in Italia circa 250.000 persone, di cui 20mila tra 0 e 18 anni. La malattia si caratterizza per l’incapacità del pancreas di produrre insulina che, pertanto, deve essere iniettata ogni giorno e per tutta la vita. Tra questi sono circa 20mila i bambini sotto i 14 anni con diabete di tipo 1 nel nostro paese, costretti a somministrarsi insulina a vita e a convivere con dispositivi per infonderla. Per loro la gestione della terapia multi iniettiva attraverso le penne è più complicata. Ma solo 1.300 utilizzano tecnologie intelligenti per la microinfusione continua di insulina. A fare il punto è stato l'incontro "Meet the Scientist. La rivoluzione tecnologica nel diabete", organizzato oda Medtronic a Roma. “L'utilizzo di tecnologie avanzate per la gestione del diabete insulino-dipendente è inferiore in Italia rispetto alla media europea, già di per sé inferiore alla media statunitense” ha spiegato Luigi Morgese, direttore Divisione Diabete di Medtronic Italia, a Roma in occasione dell'incontro 'Meet the Scientist. 
Nel nostro Paese, infatti, solo il 10% delle oltre 250.000 persone con diabete di tipo 1 ricorre a microinfusori di insulina (senza sensore integrato), contro una media Ue del 20% e una americana che sale al 40%. “Sarebbe auspicabile un maggior impiego di risorse in questo senso, che rappresenterebbe un investimento con risultati che si vedrebbero nel breve, medio e lungo termine” ha continuato Morgese. 

Diabete, pancreas artificiale anti-insulina a vita: i dati dell'Italia malata

Per quanto riguarda i bambini la paura da parte dei genitori che il proprio figlio possa avere crisi ipoglicemiche li indurrebbe il 74% dei genitori a non modificare il dosaggio di insulina quando sarebbe necessario, per non rischiare di andare incontro a problemi. Causando però il problema inverso, ovvero la iperglicemia. Lo ha spiegato Fortunato Lombardo, coordinatore del gruppo di studio sul diabete della Società Italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp) sempre in occasione del “Meet the Scientist”: "È difficile comunicare a un genitore che il proprio figlio ha il diabete. Perché sono spesso terrorizzati dalle crisi ipoglicemiche, che possono verificarsi fino a due volte a settimana, con episodi protratti e gravi che possono portare anche a convulsioni e coma. E conseguenti ospedalizzazioni che in media costano fino a 2.900 euro ciascuna”. 
A dimostrarlo sono anche i dati scientifici presentati: "Secondo uno studio condotto su 4.818 pazienti di età diverse, la tecnologia con microinfusore e sensore integrato" ha chiarito Francine Ratner Kaufman, Chief Medical Officer di Medtronic Diabete "aiuta in età pediatrica a predire e dunque evitare le crisi ipoglicemie nel 31% dei casi. Proprio nella fascia di età pediatrica, infatti i miglioramenti sono più evidenti". 
In attesa dell'arrivo del 'pancreas artificiale', a cui l'industria medicale sta lavorando fortemente, è disponibile in Italia da marzo 2015 un sistema integrato che può aiutare a prevenire oltre l'80% degli eventi ipoglicemici. Si chiama Medtronic MiniMed 640G e monitora, trasmette e visualizza in continuo sul display a colori del microinfusore i valori di glucosio, sospendendo automaticamente e temporaneamente l'erogazione dell'insulina per prevenire le ipoglicemie. "Il sistema MiniMed 640G” ha sottolineato sempre Francine Kaufman, “è disponibile in Europa e in Italia, ma non ancora negli Stati Uniti". Siamo dunque un passo avanti rispetto agli States e secondo l'esperta questo è sempre più il momento della tecnologia avanzata, nella gestione del diabete. Un giorno avremo la cura, ma per qualche decennio questo traguardo rimarrà ancora lontano; intanto, è possibile far vivere bene i pazienti senza spendere troppo tempo nel controllo dei valori.  
Per Morgese anche "le tecnologie intelligenti applicate al diabete si integrano in questi percorsi e migliorano la gestione della terapia insulinica, prevengono le ipoglicemie, riducendo gli episodi, spesso notturni, del 75%. In Italia mondo clinico, pazienti, industria e istituzioni devono abbattere le barriere che riducono e limitano la conoscenza delle terapie disponibili. La sua adozione può contribuire a migliorare, in appropriatezza, la vita di molte persone e la gestione dei percorsi di cura, riducendo complicanze e migliorando esiti e costi".
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