Fs, piano decennale di 94mld alla conquista della mobilità integrata

28 settembre 2016 ore 13:14, Luca Lippi
Passata la prima fase di sviluppo dell’Alta Velocità con la quale le Ferrovie dello Stato di Moretti hanno sbancato, oggi è in fase di lancio la seconda parte del rilancio stavolta a guida Renato Mazzoncini (Ad) e Gioia Ghezzi (presidente) che adesso puntano al trasporto pendolare senza abbandonare il progetto vincente “Frecciarossa”.
Novantaquattro miliardi di investimenti nei prossimi dieci anni, con l’obiettivo di raddoppiare i ricavi a 17,6 miliardi, e soprattutto una sinergia con Anas per presentare il nuovo piano industriale che prevede sinergie totali per la gestione della mobilità integrata.
L’impatto anche dal punto di vista occupazionale è piuttosto importante, tra crescita, integrazioni e nuove acquisizioni, il numero di dipendenti del Gruppo Fs potrà passare dai circa 69.000 attuali a circa 100.000. 
Nella conferenza stampa di presentazione del piano decennale, presenti il Ministro del Rio e Matteo Renzi, il presidente di Fs Gioia Ghezzi parla di discontinuità col passato. Per discontinuità si intende il tentativo di dare un servizio sempre più integrato, anche sul trasporto locale, che offra ai propri clienti un servizio completo di mobilità. In tale senso cambia anche il modo di rapportarsi con le istituzioni e gli altri enti regionali. 
Sul piano finanziario l'azienda si sente tranquilla, perché il 2015 è stato l'ottavo anno in cui il bilancio ha chiuso con un utile significativo ed il 2016 dovrebbe presumibilmente chiuedere neklo stesso modo.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, alla presentazione, approva: “Il progetto è molto bello perché sa guardare al futuro. Tiene insieme l’eccellenza del Frecciarossa con il trasporto pendolare su cui dobbiamo fare di più. Fs può essere un player importante, ha fatto un cammino positivo”.  

Fs, piano decennale di 94mld alla conquista della mobilità integrata

I conti:
Il nuovo piano decennale 2017-2026 di Ferrovie dello Stato italiane prevede 94 miliardi di euro su un periodo di 10 anni. In particolare, sono 73 i miliardi di euro previsti per le infrastrutture, 14 miliardi per il materiale rotabile e 7 per lo sviluppo tecnologico. Più della metà delle risorse sono già disponibili, ben 58 miliardi, di cui 23 in autofinanziamento e 35 già stanziati nei contratti di programma.
In una nota si legge che anche per Anas lo Stato prevede risparmi per 400 milioni; in sostanza l'operazione, permetterà 400 milioni di risparmi. 
Gli investimenti previsti per Anas sono 15,5 miliardi, che insieme a quelli per la rete ferroviaria portano a oltre 78 miliardi la quota di investimenti per le infrastrutture. 
L'incremento complessivo della spesa annua in investimenti, genererà oltre 21mila nuovi posti di lavoro, soprattutto nelle aziende appaltatrici. 
Conferimento dell'Anas alla holding del gruppo Fs: 
è quanto prevede il progetto definitivo dell'operazione di fusione tra le due società. Nella definizione di Mazzoncini Anas diverrebbe dunque “una sorella di Rfi”.
In conclusione, secondo l’amministratore delegato Mazzoncini: “l'obiettivo principale è il mercato Tpl, cogliendo opportunità in tutta Italia, partecipando a gare e, laddove possibile, acquisendo operatori strategici” come già fatto con successo con Ataf e Umbria mobilità. Su questo fronte è pronta a fare la sua parte Busitalia, che dal 2011 al 2015 ha aumentato i ricavi del 450% (a 330 milioni) e che prevede l'arrivo di 3 mila nuovi autobus.

autore / Luca Lippi
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