Furlan fa gli auguri a Silvio: "L'ho sentito, posso dirvi che è molto carico. Organizzerò eventi per Fi"

28 settembre 2016 ore 12:57, Lucia Bigozzi
“Ho sentito il presidente e posso dirvi che è molto carico”. Simone Furlan leader dell'Esercito di Silvio, si sa, ha un filo diretto con Arcore e nel giorno dell’80esimo compleanno di Silvio Berlusconi commenta il traguardo del politico e dell’imprenditore con Intelligonews, senza tralasciare alcuni passaggi “in controtendenza” che il leader di Fi ha sottolineato nell’intervista al settimanale ‘Chi’.

Ha sentito o visto Berlusconi di recente? Come lo ha trovato e cosa vi siete detti?

"Ho sentito il presidente nei giorni scorsi perché mi è stato conferito l’incarico di organizzare eventi per Fi su tutto il territorio nazionale e confermo il fatto - come hanno dichiarato alcuni colleghi – che il presidente Berlusconi è in grande forma e l’ho sentito molto bene, molto carico". 

Nel giorno del suo 80esimo compleanno traspare l’immagine di un patriarca: si può essere patriarca e leader oppure no?

"Lui è il nostro leader incomparabile, ineguagliabile, non si può sottrarre a questo onere e onore. Oggi più che mai, anche alla luce di tutto quello che è accaduto Berlusconi è sempre più leader. E credo che addirittura la sinistra si rende conto che aveva ragione lui, dalla Libia al peso dell’Italia a livello internazionale. Credo che oggi più che mai sia centrale nella questione politica e che solo lui possa fare il ‘là’ per ricostruire il centrodestra e riportare i moderati al governo di questo Paese". 

Furlan fa gli auguri a Silvio: 'L'ho sentito, posso dirvi che è molto carico. Organizzerò eventi per Fi'
Però dall’intervista di Berlusconi al settimanale Chi traspare anche un’immagine malinconica, da viale del tramonto. Lui dice di non essere mai stato appassionato alla politica: è la reazione a una delusione ricevuta?

"Credo che un uomo che nella vita reale, nel lavoro ha costruito una delle più grandi aziende d’Italia – forse del mondo – dando lavoro a 55mila persone, probabilmente in politica ha dovuto fare i conti con quel sistema che tutto vuole cambiare e nulla cambia. Certamente, la presa d’atto del presidente è quella di non aver potuto probabilmente operare come un imprenditore che nella sua azienda detta le linee e le realizza, bensì ha dovuto vedersela con tanti traditori che guardavano al loro piccolo interesse personale più che all’Italia". 

In un altro passaggio dell'intervista a 'Chi' Berlusconi dice che in politica non ha mai avuto un amico, dunque neanche tra gli alleati. E' il racconto della solitudine del leader?

"Io mi permetto di interpretare, anche se è difficile interpretare una mente straordinaria come quella di Berlusconi. Credo che quando lui dice di non aver avuto amici in politica, intenda dire in relazione a quelle cariche di primo piano che in qualche modo non hanno permesso di portare a termine la rivoluzione liberale; perché poi, invece, in politica Berlusconi ha avuto una base di militanti di cui io mi sento partecipe che lo amano alla follia, oggi come ieri; lo amano veramente, nel senso autentico del termine: hanno amato l’uomo non solo l’imprenditore o il politico e oggi sono ancora lì al suo fianco". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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