Come cambiano i Voucher dopo l'ultimo Cdm: novità e info

28 settembre 2016 ore 14:07, Luca Lippi
Il Consiglio dei Ministri nell’ottica di modifica e aggiustamento del Jobs Act il 23 settembre scorso ha approvato un decreto che sottolinea il rafforzamento della tracciabilità del voucher lavoro. 
L’Azienda o il datore di lavoro sono obbligati a comunicare all’ispettorato tutti i dati relativi alla prestazione fornita, onde evitare l’utilizzo irregolare dei voucher. In sintesi e schematicamente ecco le novità.
Cosa sono i Voucher Inps?
Si tratta di uno strumento ideato per alleggerire le incombenze di chi usufruisce del lavoro occasionale o discontinuo facendo emergere il lavoro nero. 
Proprio negli scorsi giorni, però, i dati hanno confermato un trend pericoloso: quello dell’abuso dei voucher, a fronte di un crollo dei contratti a tempo indeterminato, per coprire dei veri e propri rapporti di lavoro continuativi, con un risparmio notevole per il datore di lavoro, per non parlare dell’azzeramento dei vincoli rispetto ai normali contratti di lavoro, inclusi quelli a tempo determinato o di co.co.pro (e relative evoluzioni).

Come cambiano i Voucher dopo l'ultimo Cdm: novità e info

Cosa cambia con la nuova tracciabilità?
La tracciabilità dei voucher lavoro serve a "contrastare con ancora maggior forza il loro utilizzo irregolare", come spiega il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Nata come forma di contratto utile a regolarizzare le prestazioni occasionali fornite al di fuori del lavoro principale, infatti, il contratto di lavoro accessorio è divenuto con gli anni in molti casi uno strumento per evadere le norme fiscali e previdenziali. Il nuovo decreto serve invece a "riaffermare l’importanza delle legalità nel lavoro".
Nel dettaglio:
-i datori di lavoro dovranno comunicare all’ispettorato del lavoro, almeno 60 minuti prima dell’avvio della prestazione occasionale, nome del lavoratore, luogo e durata di detta prestazione;
-le comunicazioni potranno avvenire via Sms o a mezzo email;
-in caso di aziende agricole, la prestazione potrà durare al massimo tre giorni;
-si intensificherà la vigilanza su chi usufruisce dei voucher, che potrà ritrovarsi gli ispettori del lavoro in azienda per controlli ad hoc.
Non mancano le polemiche, poiché i sindacati chiedevano a gran voce dei provvedimenti più stringenti quali:
-l’apposizione di un tetto massimo di ore per azienda in caso di utilizzo di voucher;
-l’esclusione di interi settori, come l’edilizia, dall’uso dei buoni-lavoro per non alimentare il nero.
Quando si utilizzano i Voucher?
I voucher vanno utilizzati come forma di pagamento per lavoro accessorio o occasionale, ovvero i casi in cui la prestazione fornita è del tutto saltuaria e accessoria. Il lavoratore non deve essere assunto dal committente, né lavorare esclusivamente per lui; soprattutto, il compenso nettoannuo per singolo committente non può superare i 2.000 euro.
Ogni voucher ha un valore di 10 euro e solitamente corrisponde a un’ora di lavoro fornito. Si tratta, però, di una cifra lorda: solo 7,50 di questi 10 euro vanno al lavoratore. Dei rimanenti 2,50 euro, 1,80 euro vanno all’Inps e 70 centesimi all’Inail. Il reddito, tuttavia, è esente da tassazione.
Quali sono le sanzioni per chi non rispetta la regolamentazione dell’uso del Voucher?
In caso di mancata comunicazione dei dati del lavoratore e della prestazione, i committenti imprenditori o professionisti agricoli e non agricoli rischiano sanzioni che variano dai 400ai 2400 euro a seconda delle caratteristiche del lavoro svolto.
autore / Luca Lippi
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