Successo renziano, Latorre come Girone in Italia fino a fine arbitrato

28 settembre 2016 ore 16:09, Lucia Bigozzi
L’India dice il secondo sì a Massimiliano Latorre. Il Marò potrà restare in Italia fino alla fine dell'arbitrato internazionale presso la Corte dell’Aja, con le identiche condizioni decise per il compagno Salvatore Girone. La notizia arriva direttamente da New Delhi dove oggi la Corte Suprema ha pronunciato il verdetto. C’era un precedente che ha fato ben sperare fino alla conferma odierna: qualche giorno fa era stato lo stesso rappresentante legale del governo indiano a dare un ok di massima alla permanenza del Fuciliere di Marina in Italia. In sostanza i giudici indiani hanno messo sullo stesso piano e considerato speculari, le posizioni di Latorre e Girone (di fatto accogliendo le richieste dei legali italiani dei due militari) anche se resta il regime di libertà provvisoria dal momento che il governo indiano vuole essere sicuro che se la sentenza che dovrà emettere la Corte dell’Aja al termine dell’arbitrato internazionale, riconoscesse all’India la giurisdizione sulla vicenda, entrami i Marò dovranno tornare in India. Sia Latorre che Girone sono chiamati a fare garanzie scritte individuali e dello Stato italiano in merito alla stretta osservanza delle disposizioni della Corte rispetto al livello di libertà personale: in sostanza, consegna del passaporto, passaggio una volta al mese in un commissariato e un rapporto trimestrale italiano sulla situazione. 

Successo renziano, Latorre come Girone in Italia fino a fine arbitrato
Dal canto suo, l’India ogni tre mesi invierà un resoconto sull’evoluzione della vicenda alla Corte Suprema. 
La Farnesina non nasconde quella che si configura come una vittoria diplomatica del nostro Paese, perché è stata accolta in toto la richiesta italiana finalizzata ad estendere a Latorre il diritto di restare a in Italia fino al termine del procedimento arbitrale. In una nota del ministero si fa notare che “si tratta di un passaggio importante che riconosce l’impegno intrapreso dal Governo italiano con il ricorso all’arbitrato internazionale per fare valere le ragioni dei nostri due Fucilieri di Marina. Con identico impegno l’Italia affronterà i prossimi passaggi del procedimento arbitrale, che entra ora nel merito del caso della Enrica Lexie”. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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