La Roma nell'urna "E... quella maledetta ultima pallina"

29 agosto 2014, Micaela Del Monte
La Roma nell'urna 'E... quella maledetta ultima pallina'
"Finalmente la Champions" avrebbe detto qualcuno. 
Perché la giornata di ieri ha significato il ritorno nel calcio che conta, il ritorno nel calcio delle grandi. Ieri la Roma si è vista di nuovo in quell'urna piena di nomi altisonanti, affiancata alle "big", alle "star", a quelle squadre che per tre anni sono state solo e soltanto un sogno e una meta da raggiungere.

"Finalmente la Champions" ha sospirato qualche tifoso giallorosso durante i sorteggi, mentre chi negli anni ha alzato quella Coppa con la maglia del Real Madrid estraeva quelle palline bianche formando piano piano i gironi. I romanisti tremavano e gli juventini forse altrettanto. Perché sì i bianconeri erano in seconda fascia, ma di squadre da evitare in Champions ce ne sono tante, anzi, da evitare sarebbero tutte. Se no non sarebbe la Champions League.

E mentre i gironi si formavano c'era chi tirava un sospiro di sollievo e chi attendeva la sua estrazione con un misto di emozione e ansia. Quell'ansia che ti chiude lo stomaco e non ti fa respirare, quella che a volte riesce anche a farti piangere senza motivo. Per qualcuno aspettare, guardare e scoprire i sorteggi di ieri era una sensazione che mancava da tempo e che è sempre bello vivere. Per altri è stata la consuetudine, ma si sa, quella musichetta mette sempre i brividi a tutti.

Per la Juventus il momento della verità è arrivato presto: Atletico Madrid (Spagna), Olympiacos (Grecia) e Malmö (Svezia).

Un girone abbordabile, ce ne sarebbero stati di peggiori, che vedrà Allegri affrontare Simeone e i greci orfani di Kostas Manolas. Il Malmö è una novità, ma in queste competizioni squadre come quella svedese hanno poco da perdere e sono sempre un'incognita. La Juve comunque è riuscita a scampare a squadre ben peggiori, come il Real (campione in carica) e il Bayern ad esempio.

Ecco, il Bayern appunto. Una delle squadre che si è rinforzata di più quella tedesca, ricca di campioni del mondo. Forse la squadra da evitare per antonomasia, perché Pep Guardiola si conosce, non servono descrizioni. Ma solo leggere la rosa della squadra di Monaco fa girare la testa: Neuer, Boateng, Lahm, Schwinsteiger, Götze, Müller tutti hanno alzato la coppa in Brasile. E poi Ribery, Robben, Lewandowski, Xabi Alonso, Dante e ovviamente Medhi Benatia.

La Roma nell'urna 'E... quella maledetta ultima pallina'

E a chi poteva capitare se non alla Roma questa corazzata tedesca? L'incontro con l'ex Guardiola diventa nulla di fronte all'incontro con il difensore marocchino. Per questo Roma-Bayern goliardicamente era la più attesa di tutte, ma trovarsi di fronte al fatto compiuto è un'altra storia, soprattutto se insieme ai tedeschi ci sono anche Manchester City e Cska Mosca.

Un girone tutto fuorché abbordabile. Un girone che chiunque tra quelle squadre presenti avrebbe voluto evitare.

"Quella maledetta ultima pallina" è stato il pensiero unisono dei tifosi giallorossi. Sì, perché la Roma è stata l'ultima a lasciare l'urna, l'ultima ad essere estratta e ad essere affiancata alle altre tre che già componevano il girone. La Roma aveva un 50% di possibilità di finire in un gruppo che con tutta probabilità l'avrebbe vista arrivare se non prima almeno seconda nel girone. Porto, Shakhtar Donetsk e Athletic Bilbao. I giallorossi sarebbero potuti finire nel girone H al posto del BATE Borisov, ma ovviamente così non è stato e a Garcia e i suoi ragazzi è toccato il girone E, quello da infarto.

Giocatori e dirigenti però hanno reagito come si doveva reagire: "Girone duro, ma sarà affascinante affrontare club di questo livello" ha detto Francesco Totti, mentre il presidente Pallotta ha riassunto un po' l'essenza della competizione: "Se non batti i migliori non meriti di andare avanti". Lo stesso hanno pensato Gervinho, Strootman, Nainggolan e Pjanic che in seguito ai sorteggi, tra tweet e foto su Instagram, si sono mostrati elettrizzati e soprattutto stimolati nel poter incontrare club e giocatori di quel calibro. E dopotutto così deve essere, perché aver paura ancora prima di giocare non porta a nulla, e a quel punto sarebbe inutile giocare.

La Roma però viene considerata una mina vagante, una squadra che anche le altre avrebbero voluto evitare. Perché la Roma è finita in quarta fascia perché erano tre anni che non partecipava alla Champions League, ma i giallorossi hanno la possibilità di farsi valere, e le altre lo sanno bene.

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