Roma-Day, Storace: "Marino può restare ai Caraibi. Tolti poteri alla Capitale"

29 agosto 2015, Lucia Bigozzi
Roma-Day, Storace: 'Marino può restare ai Caraibi. Tolti poteri alla Capitale'
L’analisi di Francesco Storace sul Roma-Day è duplice: da leader politico de La Destra e da ex governatore del Lazio che conosce la macchina amministrativa. Nella conversazione con Intelligonews lancia un allarme sul ridimensionamento dei poteri da parte di Palazzo Chigi non tanto al sindaco in carica, quanto alla città di Roma. E a Marino consiglia di “rimanere ai Caraibi”

Renzi oggi ha certificato il governatorato di Gabrielli su Marino e il Campidoglio?

«Diciamo che oggi è stato varato una sorta di provvedimento che richiama il comportamento di Buzzi per il quale il sindaco non ha mai contato niente. E lo dico usando, ovviamente, un paradosso, una provocazione estrema».

Scusi, ma cosa dice? In che senso?

«Nel senso che continuano a trattare il sindaco Marino come se non contasse nulla, come faceva Buzzi quando era in contatto – sicuramente in maniera più sbrigativa - con alcuni esponenti dell’amministrazione comunale. Oggi viene fatto con atti che poi vanno letti. Su questo sto preparando un editoriale che esce domani su Il Giornale d’Italia perché voglio capire se la Costituzione viene fatta a pezzi. Da dieci anni si parla di maggiori poteri alla città di Roma e da oggi, stando alle anticipazioni della conferenza stampa a Palazzo Chigi di Alfano e De Vincenti, la Capitale di poteri ne avrà di meno».

Sta dicendo che è come se a Marino avessero lasciato le buche per strada? 

«Dico che Marino può continuare a fare il turista ai Caraibi perché di fatto, per restare al suo posto è riuscito nel capolavoro di far togliere poteri alla città, non di aumentarli come si conviene alla Capitale d’Italia. E qui si pone un problema anche per Zingaretti…».

Si spieghi meglio.

«Da oggi in poi chi saranno gli interlocutori del presidente della Regione Lazio? Gabrielli, Marino o Cantone? C’è uno stuolo di romani…».

Di fronte al ridimensionamento dei poteri non ritiene possibile che Marino al suo rientro in città possa attuare un gesto eclatante come le dimissioni? In pratica seguendo un po’ il modello Tsipras.

«Tra i due c’è una differenza sostanziale: Tsipras nel suo partito comanda, non mi pare di poter dire altrettanto per Marino nel Pd».

Ma è un’opzione credibile secondo lei?

«Può succedere di tutto perché quando si arriva a commissariare Ostia ma non Roma, quando si tolgono poteri alla città di Roma anziché aumentarli… Diciamo che nel provvedimento di Palazzo Chigi c’è parecchia fantasia… E la conferma arriva dallo stesso sito di Palazzo Chigi dove chiunque può leggere la didascalia messa sotto il video della conferenza stampa di Alfano e De Vincenti: Alfano è stato definito ministro della Giustizia e non dell’Interno, ma lo era ai tempi di Berlusconi non in quelli di Renzi… Io l’ho segnalato in un tweet».

Se fosse accaduto a un sindaco di centrodestra?

«Sarebbe stato arrestato. Sicuramente sarebbe insorto il mondo. Ma qui hanno la faccia tosta si aspettare il rientro di Marino per fare la manifestazione contro i Casamonica. E dove la fanno? Davanti alla chiesa di Don Bosco, anziché davanti alla villa dei Casamonica… mi sembra molto fantasioso. In realtà è la conferma che in Italia non c’è più la politica ma tutto è ridotto alla pesca delle occasioni. Della serie: che facciamo oggi?».

Lei da governatore del Lazio ha mai avuto la percezione o l’idea che qualcuno volesse metterla sotto tutela, magari in ambiti diversi da quelli del Campidoglio?

«Ogni giorno c’era chi voleva mettermi sotto tutela ma non ci sono mai riusciti».

Ma come fanno un sindaco, un presidente di Regione, un amministratore, a governare in queste condizioni?

«Infatti. E se Marino accetterà questa condizione che oggi hanno deciso per lui a Palazzo Chigi, lo considererò un atto privo di dignità perché, alla fine, lui è stato eletto dai romani. Magari sarà stato pure un quarto dei romani ma Marino è sindaco grazie a un mandato popolare. E da oggi, di fatto, al suo posto c’è Gabrielli che non è stato eletto da nessuno…».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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