La settimana horribilis di Marino tra Renzi e Gabrielli: cosa farà

29 agosto 2015, Lucia Bigozzi
La settimana horribilis di Marino tra Renzi e Gabrielli: cosa farà
A sentire le sue parole va tutto bene e dunque: avanti miei “prodi”. Dai Caraibi Ignazio Marino si dice “soddisfatto” perché “si è tolta dal tavolo l'ipotesi dello scioglimento del Campidoglio e le parole di Alfano spazzano via i rumors sul commissariamento”. Vero. Ma per un commissariamento evitato, da ieri c’è un sindaco dimezzato nei suoi poteri e nelle sue funzioni. Se il suo predecessore Francesco Rutelli, non senza ironia, osserva che ora a Roma ci sono due consoli, il dato oggettivo è che Marino governerà insieme al prefetto Gabrielli e all’uopo, con il numero uno dell’Anti-corruzione, Cantone. 

Eppure non è detto che “il sindaco-marziano” non abbia in serbo “una mossa” per rientrare in Campidoglio da protagonista. Sul suo ritorno dalle ferie non si sa molto: nei giorni scorsi esponenti dem davano per certa la sua presenza alla manifestazione del 3 settembre contro le mafie, davanti alla chiesa di Don Bosco dove sono andati in scena in funerali di Vittorio Casamonica. Ma c’è chi sostiene che potrebbe rimettere piede a Roma qualche giorno dopo. Per il momento, e stando alle sue dichiarazioni, non sembra avere in serbo mosse a sorpresa ma il personaggio, si sa, è poco incline alla ‘disciplina’ di partito e lo ha dimostrato già dalla stagione delle primarie dem. 

Secondo gli spifferi di Intelligonews, Marino potrebbe tornare a mettere i puntini sulle “i” magari più avanti, al primo stop, al primo veto che potrebbe arrivare dal prefetto Gabrielli. Anche perché adesso il Campidoglio dovrà gestire la macchina del Giubileo – appalti e opere comprese – e il sindaco potrebbe rivendicare il suo ruolo e le sue funzioni al tavolo di raccordo con il ‘super-prefetto’. Dimissioni? Ipotesi al momento remota, ma non del tutto inverosimile. Del resto, sarebbe incline con il profilo del “sindaco-marziano”.

MARINO-PENSIERO. Il sindaco tira dritto e non sembra curarsi più di tanto di quello che gli accade intorno, al punto che rilancia: “Abbiamo trascorso due anni a snidare e colpire il male perché è il bene della città la stella polare del mio lavoro e di quello di tutta la mia giunta. La mia amministrazione è determinata, in stretta collaborazione col Presidente del Consiglio Renzi e con il Governo, a realizzare tutto ciò che servirà alla buona riuscita del Giubileo, guardando con fiducia agli impegni che ci attendono e che rispetteremo”. 

Avanti tutta, perché ora più che mai, il sindaco capitolino definisce la collaborazione tra Campidoglio e Governo, “un elemento di ricchezza e di sicurezza di grande importanza. Mi hanno fatto piacere le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, che ci danno la certezza che Roma e l'Italia sono in grado di affrontare questo impegno e di poterlo fare con capacità e successo”. Chiaro che Marino ha dalla sua il mandato elettorale ricevuto dai romani e questo non si può cancellare nemmeno con una “tutor”, ma adesso dovrà dimostrare nei fatti di non essere un sindaco a metà.

ULTIMATUM DI RENZI. Il premier non ci ha messo la faccia, preferendo mandare avanti – per ruolo e per funzione – il ministro degli Interni Angelino Alfano e il sottosegretario De Vincenti. Ma è chiaro che Palazzo Chigi guarda con attenzione al Campidoglio che, non a caso, ha voluto “sotto tutela”. Non sorprende neppure che il premier-segretario Pd ai suoi dica che ora Marino non ha più scuse. 

Il che significa ultima chance, all’ombra del Giubileo. Ma è altrettanto vero che i renziani e meno renziani nel Pd sono in subbuglio per una vicenda che rischia di “impantanare” il partito nelle secche delle polemiche infinite per ogni problema che, specie da ora in poi, accadrà in città. E una certa insofferenza si coglie anche nei commenti dei piddini che nei talk show o sui giornali tentano una difesa che, però, ha il sapore di un ultimo appello. 

CENTODESTRA. Dimissioni e voto, sono le parole-chiave che in queste ore arrivano dal campo del centrodestra e per la verità anche da quello grillino come spiega il parlamentare Riccardo Nuti a Intelligonews. Il leader de La Destra Francesco Storace, invece, consiglia a Marino di “restare ai Caraibi” ma al tempo stesso lancia l’allarme sulla costituzionalità di un provvedimento che toglie i poteri alla Capitale d’Italia. Matteo Salvini promette le “ruspe” anche a Roma mentre Silvio Berlusconi torna ad accarezzare l’idea di Alfio Marchini come leader di un rassemblement dei moderati in caso di voto anticipato. 

REBUS. C’è infine una singolare convergenza nelle ipotesi che rimbalzano tra il Campidoglio e Palazzo Chigi a proposito di voto anticipato. Renzi come Marino e viceversa? Se molti osservatori hanno letto nell’annuncio del premier di un tour in cento teatri l’apertura, di fatto, della campagna elettorale, l’idea potrebbe suonare bene anche a un sindaco che da ieri potrebbe accarezzare l’idea di un election-day a primavera. 


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