Tasse, cala il benessere delle famiglie: 4mila euro per la casa

29 agosto 2015, Luca Lippi
Tasse, cala il benessere delle famiglie: 4mila euro per la casa
E’ piuttosto elementare la teoria che a saldi invariati dei salari medi, ogni spesa in aumento erode inevitabilmente un’altra spesa non necessariamente voluttuaria.

Uno studio condotto da Confcommercio rileva una realtà piuttosto triste e assimilabile a un moto d’animo foriero di scarsa fiducia nei confronti di chi ci governa. Da questo esprimiamo perplessità sulla validità dei dati Istat di questa mattina sulla fiducia delle famiglie (pro e contro delle indagini statistiche).

Secondo Confcommercio i consumi degli italiani diminuiscono inesorabilmente a causa del peso crescente delle spese obbligatorie. Scrive l'associazione dei commercianti che negli ultimi decenni gli italiani sono progressivamente passati da una prevalenza di consumi facoltativi (e quindi legati alla libera volontà) a consumi obbligatori ossia bollette, pagamento di tasse ma anche mutui e spese assicurative.

La quota di capitale destinato dalle famiglie alle spese di casa è l’impegno maggiore; queste spese stanno progressivamente diventando un lusso, causa soprattutto le imposte crescenti sugli immobili e parliamo nello specifico di acqua e rifiuti che negli ultimi due anni hanno registrato un incremento del 130%.

Confcommercio sottolinea che si è passati da una spesa pro capite per la casa pari a 1900 euro (dato del 1995) a una spesa pro capite di 4100 euro. L'aumento nell'arco di 20 anni è stato del 110% con la spesa per la casa che si mangia il 24% della spesa complessiva delle famiglie italiane. Parallelamente le famiglie italiane negli ultimi anni hanno tagliato i consumi alimentari che non a caso hanno registrato una contrazione del 3%.

Scrive Confcommercio “la situazione, già evidente negli anni '90 e nella prima parte dello scorso decennio, si è acuita con l'emergere della crisi economica e con l'adozione di politiche che hanno determinato un aumento della pressione fiscale, fattori che hanno fortemente limitato le disponibilità delle famiglie (il reddito disponibile reale è sceso, complessivamente, tra il 2007 e il 2014 del 10,6% e del 14,1% in termini pro capite)".

La conclusione è piuttosto triste ma fotografa la realtà. L'incremento dei consumi obbligatori si traduce in una progressiva diminuzione del benessere delle famiglie italiane, sarà complicato per il governo correggere una tendenza che ormai piega la sopravvivenza degli italiani ormai dal 2011.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]