Italiani maniaci del caffè? Tutta "colpa" del Dna

29 agosto 2016 ore 23:59, Andrea Barcariol
La voglia di caffè è scritta nel Dna. Lo hanno scoperto gli scienziati dell'Università di Trieste e di Edimburgo. Si tratta di un gene chiamato PDSS2, che è in grado di influenzare la nostra "sete" di caffeina. Lo studio ha coinvolto circa 2.700 persone, di cui 1.000 in Italia e 1.700 in Olanda. Il protocollo sperimentale ha previsto uno screening per esaminare il corredo genetico di ciascun individuo e un test con domande scritte per verificare in numero di tazze di caffè bevute quotidianamente. I ricercatori hanno rilevato che i portatori di una variabile del gene PDSS2 tendono a bere meno caffè. L'ipotesi è che la mutazione comporti un processo di metabolizzazione della caffeina molto più lento, che nel complesso spinge a consumarne meno.
La ricerca è stata pubblicata due giorni fa sulla rivista Scientific Report. Uno studio effettuato per buona parte a Trieste, anche grazie alla collaborazione di carattere tecnico e operativo dell'azienda illy, che ha interessato in particolare sei paesini del Friuli Venezia Giulia: San Martino del Carso, Illegio, Sauris, Resia, Erto e Casso e Clauzetto. La ricerca, iniziata sette anni fa, segue il precedente lavoro dei ricercatori, che avevano identificato i geni coinvolti nell'abitudine di bere caffè e avevano studiato i meccanismi biologici del metabolismo della caffeina.

Italiani maniaci del caffè? Tutta 'colpa' del Dna
Lo studio, si legge nella rivista, è stato successivamente ripetuto utilizzando un gruppo di controllo composto da un campione di cittadini olandesi: i ricercatori hanno ottenuto lo stesso risultato, confermato la correlazione tra la variazione del gene PDSS2 con le abitudini di assunzione di caffè, rilevando tuttavia una diversa variabilità in numero di tazze assunte, che è dipesa dalla diversa concentrazione della caffeina nel caffè olandese rispetto a quello italiano. Il campione di Dna è stato raccolto attraverso un campione di sangue.
Sempre in tema di caffè, due mesi fa l'Oms fa aveva fatto marcia indietro "assolvendo" la bevanda più amata dagli italiani attraverso il parere di 20 esperti internazionali, pubblicato dallo Iarc (l'agenzia dell'Oms per la ricerca sul cancro), nel quale viene evidenziato come il caffè non sia causa di tumori.


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