Sonda Juno - Giove, incontri ravvicinati del primo tipo

29 agosto 2016 ore 9:46, Andrea Barcariol
Mai così vicini la sonda della Nasa Juno e Giove. Il veicolo spaziale ha sorvolato il pianeta passando a 4.200 chilometri di distanza con una velocità relativa di 200.000 chilometri orari. In questo modo è riuscita a eseguire una prima bozza di ritratto del gigante del Sistema solare. ''E' la prima volta che ci troviamo cosi' vicini al pianeta da quando la sonda e' entrata nella sua orbita lo scorso 4 luglio'', sottolinea Scott Bolton, responsabile scientifico di Juno presso il Southwest Research Institute di San Antonio. ''In quel momento avevamo tutti gli strumenti spenti - racconta - in modo da concentrarci solo sulla manovra''. Questo primo incontro è stata l'occasione per raccogliere preziosi dati scientifici. Altri arriveranno poi negli ulteriori 35 passaggi ravvicinati previsti fino alla conclusione della missione, nel febbraio 2018.
Degli otto strumenti a bordo della sonda due sono italiani, realizzati con il supporto e il coordinamento dell'Agenzia spaziale italiana (Asi). Il primo è Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), la camera a infrarossi con spettrometro realizzata da Leonardo-Finmeccanica sotto la guida scientifica dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), il è l'esperimento di radioscienza KaT (Ka-band Translator/ Transponder): realizzato da Thales Alenia Space sotto la responsabilità scientifica dell'Università La Sapienza di Roma che analizzerà la struttura interna del pianeta con l'obiettivo di mappare il campo di gravità di Giove.

Sonda Juno - Giove, incontri ravvicinati del primo tipo
Per attraversare senza danni la turbolenta atmosfera di Giove la sonda della Nasa è stata corazzata per resistere a spaventose tempeste magnetiche e a fortissime radiazioni. Le trasmissioni tra Juno e il centro di controllo hanno subito in queste ore un lungo black out proprio per tenere il più possibile al sicuro le strumentazioni. Poi, una volta riallontantasi dal pianeta, la sonda potrà inviare con sicurezza le foto attese da tutto il mondo scientifico. L'ultima tappa della missione di Juno era iniziata il 5 luglio con una manovra perfetta della sonda che con una frenata durata 35 minuti aveva ridotto a sufficienza la velocità di 200mila chilometri orari per agganciarsi all'orbita di Giove e iniziare così la la parte più importante della missione: mai ci si era avvicinati tanto (4.000 km dopo un viaggio di 3,5 miliardi di km) al re del sistema solare (la sua massa corrisponde a 2,468 volte la somma di quelle di tutti gli altri pianeti messi insieme), classificato, al pari di Saturno, Urano e Nettuno, come gigante gassoso.
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