Trump in rimonta sulla Clinton: la sfida è senza esclusione di colpi

29 agosto 2016 ore 9:46, Andrea Barcariol
Continua la rimonta di Donald Trump. Secondo l'ultimo sondaggio della Reuters e della società di ricerca Ipsos il vantaggio della candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti Hillary Clinton è sceso dal 12% al 5%. L'indagine è stato condotta dal 22 al 25 agosto: il 41% dei potenziali elettori ha espresso sostegno per la Clinton, mentre per Trump è disposto a votare il 36% degli intervistati. Contemporaneamente il 23% degli elettori non vuole dare il proprio voto a nessuno dei 2 principali candidati. In precedenza il vantaggio della Clinton su Trump aveva raggiunto il picco massimo del 12% ad agosto. Inoltre, secondo gli organizzatori del sondaggio, se si tiene conto di tutti i candidati alla Casa Bianca il vantaggio della Clinton è ancora più ridotto, attestandosi solo a 3 punti percentuali. Per l'ex segretario di Stato è pronto a dare il proprio voto il 39% degli intervistati, a Trump il 36%, all'esponente liberale Gary Johnson il 7% e alla rappresentante dei Verdi Jill Stein il 3%. Il sondaggio è stato condotto su internet in tutti i 50 Stati degli USA ed hanno risposto 1.154 intervistati.

Trump in rimonta sulla Clinton: la sfida è senza esclusione di colpi
La sfida, insomma si fa sempre più equilibrata e con l'avvicinarsi del voto (il prossimo 8 novembre) gli scambi tra i due candidati sono sempre più pesanti. Poche ore prima di un comizio in Nevada, la Clinton ha pubblicato un video di suprematisti che sostengono la candidatura di Trump: da figure del KKK a Stephen Bannon. “Se vince queste persone potrebbero guidare il Paese”. - ha spiegato l'ex first lady. Non solo. Hillary ha ricordato che il magnate venne denunciato dal Dipartimento della Giustizia perché si rifiutava d’affittare appartamenti a latini e afroamericani. Una causa degli Anni Settanta andata avanti per decenni perché la pratica si perpetuava. Immediata la replica di Trump: "E’ il più vecchio copione democratico: quando le loro politiche falliscono, resta loro solo questo logoro argomento: sei un razzista. E’ un’accusa disgustosa ed è così prevedibile, è  l’ultima spiaggia del politico democratico screditato”.



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