Terremoto, Bagnasco: "Dio è nel bene che vediamo: sta a noi riconoscerlo"

29 agosto 2016 ore 12:32, Americo Mascarucci
"Speriamo che più che polemiche ci siano delle analisi serie, oggettive e quindi delle soluzioni, delle prospettive efficaci per il futuro". 
Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei ed arcivescovo di Genova intervenendo sul terremoto che ha colpito il Centro Italia. Inevitabili le polemiche dopo un evento del genere e dopo vicende come quella della scuola crollata nonostante fosse stata ristrutturata di recente. Per Bagnasco però le polemiche in certi casi possono servire davvero a poco, ciò che serve è ricostruire.
Bagnasco ne ha parlato al suo arrivo al Santuario della Guardia a Genova per i tradizionali festeggiamenti in onore della Madonna. 
"C'è bisogno di lungimiranza da parte dei responsabili, non solo di determinazione, per trovare le soluzioni più rapide e più urgenti in questo momento – ha spiegato il porporato -  Sono rimasto molto commosso quando ho visto ad un telegiornale l'arrivo in uno dei tendoni della statua della Madonna recuperata da una chiesa crollata, accolta dalla gente con un battimano. Vorremmo ringraziare le persone che vediamo alla televisione perché ci danno una testimonianza di forza d'animo, fede e determinazione nel voler rimanere nei loro territori e riprendere la propria vita". 

Terremoto, Bagnasco: 'Dio è nel bene che vediamo: sta a noi riconoscerlo'
Tuttavia Bagnasco non sembra nemmeno sfuggire alla domanda che in tanti in questi ultimi giorni si sono posti e hanno posto: "Dove è Dio? Perché ha permesso che tutto ciò avvenisse?" 
Il porporato evidenzia come il dolore, la sofferenza siano parte della vita di ognuno e come il male, che purtroppo esiste, in un certo senso aiuti a vedere di più il bene..
"Per affrontare il male, dobbiamo innanzitutto non abituarci al bene! E il bene nel mondo è infinitamente grande. Ma noi sappiamo riconoscere il bene che è accanto a noi in casa, a scuola, nel lavoro, nella comunità?" – si domanda il presidente Cei per poi aggiungere: "Abituarci al bene, non saperlo più riconoscere, non gioirne grati, è diventare freddi, duri, è morire nell'anima. E poiché l’istinto di vita è forte, andremo a mendicare un pò di calore ai fuochi fatui del mondo: il denaro, il potere, il piacere, la fama, l’affermazione di noi stessi. Ma ilo bene esiste e noi dibbiamo saperlo riconoscere. Proprio nel momento del dolore, della sofferenza, è lì che si riconosce il vero bene ed è anche in quei momento che si riscoprono i legami affettivi e soprattutto lo spirito di solidarietà, di amore e di vicinanza verso chi soffre".  
Dio è proprio nel bene. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]