Addio siringhe per l'insulina? La pillola anti-diabete prende forma

29 agosto 2016 ore 13:00, Americo Mascarucci
Buone notizie per i diabetici.
A breve potrebbe non essere più necessario ricorrere alle iniezioni di insulina,visto che la molecola potrebbe essere iniettata per via orale. 
Addio quindi alle odiate siringhe e ai temutissimi aghi. La prospettiva ancora non può considerarsi concreta ma i risultati fin qui sviluppati aprono scenari davvero interessanti, ma soprattutto incoraggianti. 
I ricercatori della Niagara University hanno condiviso i risultati dei loro test in vivo al 252esimo meeting nazionale dell'American Chemical Society (Acs), a Philadelphia.  
"Abbiamo sviluppato una nuova tecnologia chiamata Cholestosome - spiega Mary McCourt, fra i coordinatori del gruppo di ricerca - che è una particella neutra a base lipidica in grado di fare alcune cose molto interessanti". Utilizzando i Cholestosome sviluppati nel loro laboratorio, gli scenziati sono infatti riusciti a incapsulare con successo l'insulina. Le nuove vescicole sono fatte di molecole lipidiche naturali, normali mattoncini di grasso, ma i ricercatori spiegano che sono diversi da altri 'trasportatori' di farmaci a base di lipidi, chiamati liposomi. 
Modelli al computer hanno mostrato che i lipidi, una volta assemblati in sfere, formano particelle neutre resistenti agli attacchi degli acidi dello stomaco. I farmaci vengono caricati all'interno e i minuscoli pacchetti possono passare attraverso lo stomaco senza degradare. 

Addio siringhe per l'insulina? La pillola anti-diabete prende forma
Quando i Cholestosome raggiungono l'intestino, il corpo li riconosce come qualcosa che deve essere assorbita. Le vescicole passano attraverso l'intestino nel flusso sanguigno, qui le cellule le prendono e le rompono, rilasciando l'insulina.Gli scienziati sono riusciti a portare a destinazione più molecole con queste vescicole nelle cellule in laboratorio. 
Per 'imballare' più insulina possibile nei Cholestosome, hanno determinato il Ph ottimale e la forza ionica della soluzione contenente il farmaco.
Naturalmente serviranno altre ricerche ma la prospettiva che al posto delle iniezioni possono arrivare delle pillole è molto probabile. 
Ora il team prevede di ottimizzare ulteriormente le formulazioni e condurre ulteriori test su animali, per poi stringere nuove partnership e arrivare alla sperimentazione sull'uomo.
Ci vorrà ancora del tempo e per il momento purtroppo non resterà che sopporterà gli odiatissimi aghi. Ma le siringhe potrebbero avere davvero i mesi contati. 
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