Taranto, schianto contro un tir: Giorgia lotta ancora, ma la famiglia non c'è più

29 agosto 2016 ore 13:15, Micaela Del Monte
Un intera famiglia distrutta, spazzata via, cancellata. Marito e moglie e figlio di 19 anni morti sul colpo, in gravissime condizioni la figlia più piccola di 14 anni. I quattro viaggiavano a bordo di una Opel Mokka la scorsa notte mentra da Taranto (dove la famiglia viveva per il lavoro del padre) si stavano spostando in Sicilia (terra d'origine della famiglia) quando l'auto si è scontrata frontalmente con un Tir. Sono morti così Roberto, 51 anni, di Messina, militare della Guardia di finanza in servizio a Taranto, la moglie Rossella di 46 anni, tarantina, e il figlio diciannovenne Marco. Lotta tra la vita e la morte la piccola Giorgia ricoverata nell’ospedale di Cosenza.

L'uomo era alla guida dell’auto quando per un colpo di sonno o un malore ha invaso la corsia opposta scontrandosi violentemente con il grosso automezzo. La scena che si è presentata ai soccorritori è stata allucinante. I corpi che erano stati sbalzati era sparsi attorno all’auto distrutta. Inizialmente le quattro persone a bordo dell’auto erano state date come morte. Solo in seguito si è saputo che a farcela era stata la più piccola che lotta tra la vita e la morte nella rianimazione dell’ospedale di Cosenza.

Taranto, schianto contro un tir: Giorgia lotta ancora, ma la famiglia non c'è più
Il conducente del tir, ascoltato dagli agenti e risultato negativo all’alcool test, ha dichiarato di non esser riuscito ad evitare l’impatto, nonostante la repentina deviazione del suo mezzo. A conferma della sua testimonianza ci sarebbero le lunghe scie di frenata del mezzo pesante e l'assenza di quelle dell'utilitaria. L'uomo se l'è cavata con solo lievi ferite e contusioni. Illeso anche il ragazzo sedicenne con cui viaggiava, figlio del proprietario della ditta ortofrutticola per cui stavano effettuando quel viaggio. Entrambi erano infatti diretti a Policoro, in Basilicata, per l'acquisto di diverse tonnellate di anguria.

"Roberto, Rossella ed il giovane Marco sono rispettivamente la ventunesima, la ventiduesima e la ventitreesima vittima della S.S.106 in Calabria nell’anno 2016”, ricordano in una nota gli esponenti dell’associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106" che elencano la lunga lista di decessi avvenuti sull’arteria jonica. Sottolineando che si è raggiunto ormai il dato di una vittima ogni 10 giorni. “L’Associazione intende ribadire e sottolineare che tutto ciò rappresenta la più grande Strage di Stato della storia della Repubblica italiana ed intende evidenziare, inoltre, che quanto accade purtroppo da sempre sulla S.S.106 ha delle chiare ed evidenti responsabilità politiche: il silenzio e l’indifferenza del governo nazionale e regionale, della classe parlamentare calabrese a Roma, delle amministrazioni locali e provinciali, delle forze sindacali. Tutti, nessuno escluso, coloro i quali rivestono ruoli istituzionali, sono moralmente responsabili dell’olocausto sulla S.S.106”.

La tragedia si è svolta intorno alle 4 di ieri mattina e ha sconvolto l’intero Paese e non sono mancate le polemiche sulla scarsa sicurezza di quel tratto di strada già scenario di altri lutti. Saranno celebrati oggi pomeriggio a Taranto i funerali dei tre membri della famiglia che hanno perso la vita nel terribile scontro, ma non potrà esserci Giulia, la figlia quattordicenne della coppia che è ancora on gravissime condizioni nel reparto rianimazione dell'ospedale civico dell'Annunziata di Cosenza.
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