"Negoziati falliti" sul Ttip: e se fosse solo un rinvio per cause "elettorali"?

29 agosto 2016 ore 16:01, Adriano Scianca
Addio Trattato transatlantico? È il vicecancelliere e ministro dell’Economia tedesco, Sigmar Gabriel, a mettere una pietra tombale sul Ttip: “I negoziati con gli Stati Uniti sono effettivamente falliti perché come europei non possiamo accettare supinamente le richieste americane: nulla si sta muovendo in avanti”. Non che non ci abbiano provato: sono state 14 i colloqui fra le parti, ma non si è trovata un'intesa su un solo capitolo dei 27 sul tavolo. In Europa il Ttip non è mai stato visto di buon occhio, ma ultimamente anche negli Usa sono cresciuti gli scetticismi. Se Trump ne ha fatto un cavallo di battaglia nelle sue sfuriate, anche la Clinton si è via via raffreddata sul tema, dato che in patria sono in molti a vedere del Trattato una minaccia alla classe lavoratrice americana. 

'Negoziati falliti' sul Ttip: e se fosse solo un rinvio per cause 'elettorali'?
Il Transatlantic trade and investment partnership intendeva creare la più grande zona di libero scambio al mondo. Sin da subito, tuttavia, in Europa lo si è interpretato come una manovra neoliberista, in grado di avvantaggiare solo le multinazionali e di imporre anche da noi standard sanitari ed ecologici tipicamente americani. Ma non va dimenticato che sia gli Usa, sia, il prossimo anno, Germania e Francia, andranno incontro a un cambio di leadership. E con governi in scadenza di mandato e nuovi leader nel pieno di una campagna elettorale, affrontare un nodo così complesso non risulta semplice. Bisognerà quindi vedere se il Ttip è stato definitivamente mandato in soffitta o se si è tratto solo di un posticipo strategico.
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