Terremoto, Crepet: "Occhio alla perdita dell'identità. Le New Town? Sono sadiche"

29 agosto 2016 ore 15:05, Adriano Scianca
"In questi eventi c'è una perdita dell'identità che non viene presa in considerazione". Parola dello psichiatra Paolo Crepet, che a IntelligoNews spiega: "Ho lavorato nelle New Town, quella vita artificiale è sadica".

Quali sono le principali conseguenze psicologiche per chi sopravvive a un simile trauma? 

Terremoto, Crepet: 'Occhio alla perdita dell'identità. Le New Town? Sono sadiche'
«Ce ne sono tante. Dipende da cosa hai perduto, dall'età che hai, non si può immaginare un solo tipo di trauma uguale per tutti»

Crede che le conseguenze psicologiche delle grandi calamità naturali siano sottovalutate? 

«Certo, sono assolutamente sottovalutate, come sempre. Ci preoccupiamo, a torto o a ragione, degli aspetti materiali. Il che è giusto, ma c'è una perdita dell'identità che non viene presa in considerazione nella stessa maniera. Ma quello è l'aspetto più perdurante nel tempo. Anche quando la vita ricomincia a scorrere, molti fanno fatica a riprendersi. Quella è la parte più difficile da aggiustare». 

Anche per questo è importante, come chiedono molti, ricostruire in quegli stessi luoghi? 

«Certo, le New Town sono una follia. Io ho lavorato a Monterusciello, una new town sorta a Pozzuoli negli anni '70. Quella è una vita artificiale in cui c'è del sadico». 

L'attaccamento ai luoghi testimonia comunque che l'uomo non ha una dimensione solamente economicistica... 

«Esatto. E consideriamo che quelle non sono delle metropoli, è il paese, è la tua vera identità. Poi quelle zone, così come l'Abruzzo, hanno una matrice culturale fortissima. L'anelito di questa gente è di rimanere dove ha scelto di vivere». 

Quanto alla soluzione terapeutica che prevede ansiolitici e psicofarmaci, qual è la sua opinione? 

«Non sono né favorevole né contrario, bisogna valutare caso per caso. Certo bisogna stare molto attenti agli abusi, questa è la fase più difficile, perché la terra continua a tremare e l'angoscia non è razionalizzabile».
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