Fiducia ok: identikit governo (mix tra Italia Popolare, tecnici di Napolitano, Ppi).La Tecnocrazia Cristiana di Letta. Azzerato Monti

29 aprile 2013 ore 15:55, Lucia Bigozzi
Fiducia ok: identikit governo (mix tra Italia Popolare, tecnici di Napolitano, Ppi).La Tecnocrazia Cristiana di Letta. Azzerato Monti
Pesi e contrappesi del governo Letta. Profilo da grande centro (Pdl-Pd-Scelta Civica), alias ‘tecnocrazia cristiana’. Lo zoom sulla foto opportunity rivela il lavoro di cesello del premier-mediatore con la supervisione del super-presidente Napolitano.  A Montecitorio il presidente del Consiglio declina un programma di governo di larghi, larghissimi orizzonti sul quale incassa la fiducia (domani si replica al Senato): stop all’Imu di giugno e all’aumento dell’Iva, giù le tasse sul lavoro, lavoro ai giovani, reddito minimo alle famiglie più bisognose, tutela degli esodati con accenno, seppure vago, a una ipotetica contro-riforma del sistema previdenziale. Che tradotto vuol dire: cancellato il lavoro di Monti. E pensare che solo due anni fa (era il 18 novembre 2011) nel giorno dell’insediamento del governo Monti, Enrico Letta mandava un ‘pizzino’ al Prof nel quale definiva il suo incarico “un miracolo”.
SCHEMA FUTURIBILE. A  ben guardare, nel governo Letta c’è qualcosa in più dell’ormai stra-abusato manuale Cencelli. Se tutto filerà liscio, se il governo politico-istituzionale non finirà nel target dei tiratori più o meno franchi, potrebbe essere il quadro possibile di un nuovo schieramento centrista-riformista-liberale, quello con cui aprire una nuova fase politica, superare lo schema tradizionale dei partiti e magari archiviare il ventennio del bipolarismo muscolare (Pd-Pdl). PESI E CONTRAPPESI. Sono cinque le caselle ricoperte da altrettanti ministri Pdl: Alfano (vicepremier e Interni), Lupi (Infrastrutture e Trasporti), Quagliariello (uno dei dieci saggi di Napolitano, alle Riforme), Lorenzin (Salute), De Girolamo (Agricoltura). Alfaniani di ferro più che berlusconiani doc, già finiti nel mirino del fuoco amico per la convention  che avrebbe dovuto far nascere Italia Popolare (componente pidiellina filo-montiana), stoppata sul nascere dalla ri-discesa in campo del Cav. Quintetto selezionato per l’occasione e destinato ad alcuni ministeri-chiave, cari al vecchio capo (Interni e Riforme in primis). PD. Pd porta a casa più dicasteri dal punto di vista numerico (otto sui cinque del Pdl), ma i ministri di peso sono per la maggiorparte vicini al premier Letta e di area popolare: dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Patroni Griffi al titolare dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza  a Dario Franceschini (di cui Letta è stato già vice alla guida del Pd) ai Rapporti col Parlamento. Sobrietà e calcolo (politico) anche nella scelta degli uomini vicini alle componenti dem: ci sono due dalemiani come Carlo Trigilia (Coesione territoriale) e Massimo Bray (Beni culturali). Flavio Zanonato, sindaco-sceriffo di Padova (Sviluppo economico) è in quota Bersani come pare sia la stessa ministra allo Sport Josefa Idem. I renziani sono rappresentati da Graziano Del Rio (Regioni e Autonomie), mentre i ‘giovani turchi’ hanno in Andrea Orlando il loro ministro (Ambiente). SCELTA CIVICA. Entra a Palazzo Chigi con due ministri: Mario Mauro (ex Pdl, tra i dieci saggi di Napolitano, uomo forte dei montiani) alla Difesa e Enzo Moavero Milanesi (fedelissimo del Prof) agli Affari Europei. C’è poi Anna Maria Cancellieri che del governo Monti ha fatto parte anche se non si è candidata alle politiche, neo-ministro alla Giustizia. L’aspetto interessante è che della pattuglia di Scelta Civica fa parte anche l'Udc Giampiero D’Alia, uomo di Casini, destinato alla Pubblica Amministrazione. Un riconoscimento all’Udc, nonostante la deludente performance elettorale, che però la dice lunga sul profilo di questo esecutivo, voluto da Napolitano,  e le possibili prospettive future che potrebbero aprirsi. I MINISTRI DI NAPOLITANO. Cancellieri, Giovannini (ex presidente Istat al Lavoro), Saccomanni (Economia),  Patroni Griffi (presidenza del Consiglio), Emma Bonino (Esteri). Uomini e donne in dicasteri-chiave dai quali dipenderà molto delle cose che questo governo riuscirà a fare nei prossimi mesi, a cominciare dai provvedimenti per rimettere in moto economia, lavoro e crescita. Tecnici dal profilo istituzionale, uomini dello Stato come nel caso di Cancellieri e Saccomanni. Insomma un nucleo forte di diretta emanazione del presidente che su Palazzo Chigi vigilerà ogni giorno. LA FIDUCIA AL PREMIER. Un programma di governo di larghi, larghissimi orizzonti. Che tiene insieme tante cose, forse troppe se si guarda ai numeri che devono tornare dal momento che ci sono accordi sottoscritti con l’Eurozona. Tra le priorità che Letta elenca tra gli applausi bi-tri-partisan, c’è il taglio delle tasse sul lavoro, lo stop dell’Imu a giugno (rimodulamento delle imposte sulla prima casa) e dell’aumento dell’Iva, la riduzione del divario tra classi sociali, il ri-finanziamento della cassa integrazione. C’è poi il capitolo esodati sul quale Letta garantisce l’impegno del governo. Tutto bene, ma poi  fa un passaggio sulle pensioni che, agli addetti di lavori, suona come l'ipotesi di una rimodulazione della riforma previdenziale varata dal governo Monti.  Il punto è: con quali risorse? E soprattutto: cosa diranno a Bruxelles? Proprio domani Letta sarà a Berlino per il primo faccia a faccia con Angela Merkel. E sarà quello il test sul ‘pacchetto Italia’ nell’era del governo di larghe intese. IL PIZZINO DI LETTA A MONTI. Il tempo in politica non ha tempo. Solo il 18 novembre 2011, nel giorno dell’insediamento del governo Monti e del voto di fiducia a Montecitorio, un Enrico Letta entusiasta mandava un ‘pizzino’ al Prof-premier sul quale aveva scritto: “Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono”. Punto e accapo. La ‘tecnocrazia cristiana’ è servita.  
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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