Fiducia Italicum, Zoggia (Pd): “Vi spiego perché io non voto. Escludo scissione e gruppi autonomi”

29 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Fiducia Italicum, Zoggia (Pd): “Vi spiego perché io non voto. Escludo scissione e gruppi autonomi”
“Non c’erano le condizioni per arrivare a questa prova muscolare”. Davide Zoggia, parlamentare dem di Area Riformista ribadisce le critiche sul metodo Renzi ma mantiene una posizione dialogante. Oggi non voterà la fiducia e nell’intervista a Intelligonews ne spiega le ragioni. 

La fiducia sulla legge elettorale è un atto di arroganza o di paura da parte del governo?

«E’ un atto sbagliato nel senso che  le condizioni e il clima politico che si erano creati in queste settimane e anche ieri con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità, non richiedevano questa forzatura, questa prova muscolare»

Renzi vuole incassare l’Italicum per poi andare a elezioni anticipate come sostengono in molti fuori e dentro il suo partito?

«Non lo so. Io sto alle cose che ufficialmente sono state sempre dette e cioè che si vuole completare il percorso riformatore e poi votare nel 2018. Proprio per questo, non credo che un mese in più avrebbe modificato la storia del Paese».

Lei come vota oggi?

«Noi ieri sera abbiamo avuto la riunione della componente di Area Riformista e Roberto Speranza ci ha spiegato le ragioni del suo non voto di oggi alla Camera; mi pare che quella posizione, almeno per quanto mi riguarda possa essere condivisibile. Una posizione che spiegheremo non solo all’interno del Pd ma anche ai nostri elettori»

Bersani dice che questa non è più la sua ‘ditta’, è un’altra cosa. Quanto è verosimile l’ipotesi, se non di scissione, di creazione di un gruppo parlamentare autonomo?

«Escluderei qualsiasi ipotesi di scissione o gruppi autonomi. La nostra battaglia la conduciamo all’interno del Pd che è la nostra casa e che abbiamo contribuito a costruire assieme a centinaia di migliaia di persone. Certamente, ci sono delle critiche da muovere riguardo alla linea di chi legittimamente ha vinto le primarie e oggi governa. Noi stiamo dentro al Pd, ci saranno altre occasioni in cui potremo provare a far emergere con maggiore forza le nostre idee e le nostre traiettorie programmatiche. Quello della legge elettorale è un passaggio che non ci vede d’accordo. Pur avendo provato diverse volte a chiedere di intavolare una discussione per modificare la legge, questo non è accaduto per cui la nostra valutazione è dare un segno di non condivisione che però non è un segno di rottura dal Pd o verso il governo»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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