Accorpamento Forestale, sindacato Sapaf: "Fateci diventare Polizia Ambientale. Non vogliamo contare le zecche"

29 aprile 2015, Marta Moriconi
Accorpamento Forestale, sindacato Sapaf: 'Fateci diventare Polizia Ambientale. Non vogliamo contare le zecche'
Il Corpo Forestale così come lo conosciamo non esisterà più. A deciderlo in prima battuta è stato il Senato che ha approvato l’emendamento al disegno di legge sulla Pubblica amministrazione secondo il quale la Forestale sarà assorbita in “un’altra forza di polizia”. Abbiamo intercettato Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il primo sindacato dei forestali, che ha lanciato un appello al Ministro della pubblica Funzione Madia avanzando delle richieste ben precise.

Il Corpo Forestale verrà accorpato. Come valuta il primo sì al Senato? 

“C’è una premessa da fare. Come primo sindacato autonomo della Forestale ho criticato anche io una certa gestione, soprattutto quella dell’attuale capo del Corpo, nominato da Alemanno. In epoca di riforme comprendo la necessità di razionalizzare quindi l’attività. Ci troviamo con tantissime funzioni che vengono svolte ma che non attengono alle attività di una forza come la nostra, per esempio penso allo spegnimento a terra degli incendi boschivi, che non è di fatto una competenza del nostro Corpo ma delle Regioni. Noi dovremmo fare l’investigazione sul reato di incendio boschivo, che è di difficile individuazione, perché a volte basta una sigaretta, una miccia per accendere l’inferno”. 

Ma voi non potreste procedere alle vostre attività stando in un altro Corpo? Cosa perdete con l’accorpamento? 

“Noi auspichiamo una razionalizzazione delle nostre funzioni, d’altronde gestiamo allevamenti di bestiame, ci impiegano in alcuni parchi nazionali per fare la conta delle zecche… è poco lusinghiero per un Corpo di polizia e perché lo dovrebbe fare uno con manette e pistola? Per carità tutto è importante dal punto di vista dello studio delle biodiversità per esempio, però noi vediamo questa riforma come un’occasione per far sì che il Corpo, o quello che verrà chiamato auspicabilmente Polizia Ambientale e Agroalimentare, possa svolgere la sua vera funzione, cioè quella per cui lo Stato la paga: il poliziotto fa prevenzione e repressione. Nell’ambito della prevenzione può esserci anche una sorta di prevenzione ambientale, ma è secondaria. Noi vorremmo evolvere l’attuale Corpo dello Stato in una Polizia ambientale”.

Cosa significa che vorreste diventare una polizia ambientale? 

“Si deve occupare sostanzialmente di traffico illegale di rifiuti (l’organizzazione criminale più grande è legata a questo), di maltrattamento di animali, abusivismi edilizi, scariche e discariche, agroalimentare… ci dovremmo occupare di quei reati che dal punto di vista operativo necessitano di una professionalità specializzata, fare una notizia di reato sui rifiuti non è così semplice. Se leggete il Dossier di Legambiente sulle ecomafie, la maggior parte dei reati attiene la nostra attività”.

Quale appello vuole lanciare prima che l’accorpamento passi alla Camera diventando definitivo? 

“Se il governo ha deciso di accorparci, per prima cosa chiediamo di rimanere struttura unitaria dal punto di vista operativo. Secondo: ci lascino autonomi in qualche modo, ci diano la possibilità - rispetto alla nostra formazione e agli investimenti - di poter assolvere alla nostra funzione ambientale: domani mattina non possono mettermi a fare un’indagine sulla droga, e così uno della Digos non ha competenza di reati ambientali. Terzo: mantenere i presidi territoriali, pur nella razionalizzazione di questi presidi la nostra capacità è legata alle nostre 1000 stazioni. Quarto: incrementare quelle che sono le nostre strutture operative, ridotte all’osso oggi. Attualmente siamo presenti nelle sezioni di polizia giudiziaria e con dei nuclei all’interno della Dia: questo significa che la Polizia ambientale futura ha bisogno di una struttura investigativa. L’ultimo e importantissimo aspetto attiene alle Regioni a statuto speciale, noi non siamo presenti dal punto di vista amministrativo-strutturale in questi territori. Se domani ci accorpano, chi va a fare la polizia ambientale in Sicilia, Sardegna e Friuli? Lì ci sono corpi forestali regionali, tra altro formati da noi, per questo noi chiediamo l’accorpamento all’interno dell’attuale Corpo Forestale dello Stato”.

Comunque siamo a una svolta epocale? 

“… se il governo muove questi passi storici per ridurre sprechi e sovrapposizioni, dovrebbe fare una riflessione anche sui tanti nuclei di altre forze di Polizia che si occupano di ambiente, soprattutto i Carabinieri”. 

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