Nessuna luce in fondo al tunnel: ad aprile cala la fiducia dei consumatori

29 aprile 2015, Luca Lippi
Stavamo aspettando le conferme a un articolo scritto due settimane fa, ed è arrivata puntuale: la fiducia di consumatori e imprese in aprile è tornata a scendere nonostante il traino positivo della propaganda di Governo.

Nessuna luce in fondo al tunnel: ad aprile cala la fiducia dei consumatori
Certo, buona parte del consenso dell’esecutivo sta perdendo vigore e con esso scende progressivamente la “fiducia” che non significa produrre di meno o di più in relazione al consumo, ma significa che le speranze (che non costano nulla e non producono nulla) di una ripresa futura, quindi trovare il coraggio di investire, malinconicamente si assottigliano.

L’Istat pubblica l'indice composito del clima di fiducia dei consumatori dichiarando che lo stesso è sceso ad aprile a 108,2 dai 110,7 del mese precedente (dato rivisto da 110,9 punti), deludendo le attese degli analisti che indicavano un dato pari a 110,4 punti. 
Aggiunge che sono calati tutti gli indici delle componenti del clima di fiducia dei consumatori: in particolare quello economico, che è passato a 134,4 punti da 144,1; quello personale, a 98,9 punti da 99,7; quello corrente, a 101,3 da 102,2 e infine quello futuro a 118,6 da 123,6.
Riguardo al clima di fiducia delle imprese italiane, questo è sceso a 102,1 punti ad aprile rispetto ai 103 di marzo. 

E’, comunque, corretto rilevare che i vari indici di fiducia rimangono a buon livello rispetto a quanto segnalato negli ultimi anni, tuttavia il problema risiede nell’eccessivo ottimismo speso dalle varie parti politiche che sostengono il Governo, troppo elevato rispetto alle reali attese. L’Italia ha un’economia troppo in difficoltà e troppo “ingolfata” nella spirale dell’inasprimento fiscale finalizzato a rastrellare liquidità.

Ripetiamo che non è colpa diretta dell’esecutivo ora in carica e neanche di un altro che verrà o che ha preceduto l’attuale, il problema risiede nell’impossibilità di sforare i parametri sottoscritti in sede UE. Se una colpa deve essere trovata, questa è la continua ostentazione del tutto ingiustificata di “luci in fondo al tunnel”. 
Tagli continui, “sprechi di Stato” che non si riescono a eliminare. Soprattutto la continua tensione fiscale su redditi sempre meno corposi non potrà mai sostenere una pur lieve ripresa.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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