Primo atto dell'Italicum: i sì e i ni della minoranza dem

29 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Primo atto dell'Italicum: i sì e i ni della minoranza dem
La prima fiducia incassa il primo sì. La Camera dà l’ok all’articolo uno dell’Italicum: 352 sì, 207 no, niente astenuti. Sono i numeri usciti fuori dalla ‘chiama’ dei singoli parlamentari che chiude una giornata ad altissima tensione tra il Trasantlantico e l’Emiciclo.

E’ quello delle dichiarazioni di voto il momento più rilevante in tutta la sua drammaticità plastica: il Pd si spacca anche sulla fiducia con 50 su 90 parlamentari di Area Riformista che sono critici ma la fiducia la votano e i dissidenti pasdaran con in testa Bersani, Bindi, D’Attorre, Epifani, Civati. 

E così va a finire nel conteggio finale dei voti: cinquanta deputati Pd sfilano davanti ai banchi della presidenza della Camera pronunciando la parola “favorevole” mentre quelli che non hanno votato sono trentasei, secondo i numeri forniti dal gruppo Pd alla Camera. In pratica, si tratta di parte della componente di Area Riformista e la frattura in Aula è la stessa che si è manifestata ieri sera nella riunione della stessa componente nel corso della quale l’ex capogruppo Roberto Speranza ha spiegato le ragioni della sua non partecipazione al voto di oggi. 

Ma non passa inosservato nemmeno il non voto alla fiducia di Nunzia De Girolamo, parlamentare di Ncd che vota in dissenso alla linea del suo partito (ribadita in Aula da Fabrizio Cicchitto durante le dichiarazioni di voto, sì alla fiducia ma ora lavorare sui contrappesi istituzionali) e della componente di Area Popolare, che sta nel governo Renzi. 

L'altro voto sui generis è il sì alla fiducia che arriva dai banchi di Sel. A dire "favorevole" è stato il parlamentare vendoliano Toni Mattarelli che ha confermato l'orientamento di ieri nonostante le polemiche sui social network e dentro il partito vendoliano.  

Dagli scranni del governo, il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi è tempestiva nel dichiarare: “Sono soddisfatta”, la fiducia sull’articolo 1 dell’Italicum la considera “un primo passo. Siamo in linea con i numeri degli altri voti di fiducia, quello più alto è stato di 354”. Come a dire che la soglia di sicurezza fissata a 350 ha tenuto e senza particolari patemi d’animo. Come a dire che non ci saranno sorprese. 

Stesso spartito per il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: “La linea che abbiamo presentato alla Camera è stata appoggiata in modo significativo con uno dei voti di fiducia più alti avuti dal governo. Ora il tema dei prossimi giorni è quello che c'è da lavorare con responsabilità e intelligenza con chi non ha votato, ma noi non espelliamo nessuno ma ci confrontiamo”. 

Domani si replica con due voti di fiducia su altrettanti articoli della legge elettorale. Poi la battaglia finale alla Camera, martedì prossimo: ultimo atto ‘italicum’. 



autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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