Renzi, sgambetto social al neo-centrismo di Berlusconi: "Credo al bipolarismo"

29 aprile 2016 ore 9:09, Adriano Scianca
È un Matteo Renzi a tutto campo quello che ha partecipato alla diretta #matteorisponde su Facebook. E smonta sul nascere l'idea che, dopo la convergenza di Berlusconi su Marchini, possa nascere un fronte neo-centrista in alternativa ai populismi: “No, credo nel bipolarismo. Per questo credo nel Partito Democratico”, spiega il premier. Tema caldo è anche quello della lotta alla corruzione: “Ogni volta - sottolinea - che emerge una storia di corruzione io mi indigno, mi arrabbio. Ma tutti dobbiamo riconoscere che ci sono distinzioni tra intere categorie e singoli o gruppi organizzati che commettono errori. Non si può sparare nel mucchio perché se dici che son tutti uguali poi i ladri la fanno franca. Guai a generalizzare perché chi generalizza fa il gioco di chi ruba”. 

Renzi, sgambetto social al neo-centrismo di Berlusconi: 'Credo al bipolarismo'
E a chi gli chiede di mettere regole più dure replica: “Noi ci siamo, non abbiamo paura. Non è mai troppo quello che si fa, siamo pronti a dare una mano non solo alle amministrazioni locali. Io credo che il controllo occorra ovunque. Regole dure le abbiamo già fatte ma sempre pronti a fare di più”. Questione referendum sulle riforme costituzionali: Renzi spiega che “riguarda punti specifici su cui si parla da 30 anni”, come il superamento del bicameralismo perfetto. “Se il referendum vedrà sconfitto il sì - prosegue – trarrò  le conseguenze. So da dove vengo e so che la politica è servizio. Sto personalizzando? No, se perdi una sfida epocale che fai? Racconti che i cittadini hanno sbagliato? No hai sbagliato tu”. Sulle unioni civili, Renzi ha detto: “Il 9 maggio inizierà il voto; l'approvazione dipenderà se mettiamo la fiducia. Non lo abbiamo ancora deciso, non è sicura ma è probabile”. 

Infine, delle precisazioni di carattere economico: “Sì al sostegno per le partite Iva: tra maggio e giugno con un provvedimento sulla competitività cercheremo di dare una mano più forte alle partite Iva”, ma “abbassare l'Iva in questo momento non è la priorità. È stata aumentata per ultimo dal governo che mi ha preceduto, nel settembre 2013. Non ho condiviso quella scelta ma ora immaginare che avendo soldi per far risparmiare le tasse si vada sull'Iva è un errore tattico. Dobbiamo mettere più denari in mano ai lavoratori e consentire agli imprenditori di avere sconti fiscali se investono sulla propria azienda, non se portano i soldi a spasso”.
 
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