SpaceX, il Dragon su Marte nel 2018: primo passo per sbarco umano su pianeta rosso

29 aprile 2016 ore 12:03, Americo Mascarucci
La Space X di Elon Musk non sembra affatto decisa ad accontentarsi del successo ottenuto l’ 8 aprile 2016 quando è riuscita nell'impresa di far tornare il lanciatore Falcon 9 con un morbido atterraggio su una piattaforma marina. grazie al recupero e all'eventuale riutilizzo del razzo, l’azienda potrà risparmiare circa il 30% dei costi sulle missioni  spaziali.  
Ad oggi la Space X è impegnata nel rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale tramite il modulo cargo Dragon. Finora ha spedito in orbita 6 moduli,  e il contratto con la Nasa prevede che questa attività continui fino al 2024. 
Adesso l’azienda spaziale privata di Musk, punta ad inviare su Marte la sua navicella Dragon, senza equipaggio, entro il 2018. 
La NASA, che sta lavorando su un progetto analogo, sostiene che la tecnica di atterraggio del Red Dragon potrebbe funzionare. L’agenzia spaziale governativa degli USA ha anche suggerito l’idea di utilizzare il Red Dragon per riportare sulla Terra i campioni raccolti su Marte: a tal proposito però, SpaceX ha escluso di concretizzare questa proposta in vista della missione 2018.
Se il progetto di Musk avrà successo, sarà un evento storico forse più dello sbarco sulla Luna  perché aprirà la strada allo sbarco dell’uomo su Marte previsto entro il 2030.
A gennaio 2015, durante una sessione "Ask Me Anything" di Reddit, Musk aveva spiegato che avrebbe reso pubblici entro fine anno i piani di Space X per il "Mars Colonial Transporter" - il sistema di volo spaziale che porterà gli esseri umani da e verso il Pianeta rosso - ma al momento non ci sono ancora informazioni. 
L’intenzione principale della compagnia con sede in California, è di testare l’uso delle tecnologie necessarie per far atterrare payload pesanti su Marte, in previsione di possibili viaggi umani. 
Secondo Elon Musk, il Falcon Heavy ha il potenziale di inviare una navetta spaziale in qualsiasi parte del Sistema Solare. La navicella userà i suoi propulsori SuperDraco, che hanno da poco superato le verifiche, per fare un soft-landing sulla superficie marziana. "Può anche atterrare sulla Luna o potenzialmente condurre missioni sul satellite galileiano Europa", ipotizza Musk. 

SpaceX, il Dragon su Marte nel 2018: primo passo per sbarco umano su pianeta rosso
Tra le principali difficoltà dell’impresa, ci sono anzitutto la distanza del pianeta dalla Terra (in media circa 225 milioni di chilometri; ogni 26 mesi i pianeti si avvicinano fino a 56 milioni di chilometri circa), il che implica un viaggio della durata di diversi mesi, ma anche le asperità del suolo marziano, che rendono molto complesso l’atterraggio.
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