Marchini e la strategia a lungo termine di Berlusconi: cosa c'è dietro

29 aprile 2016 ore 14:20, Lucia Bigozzi
“La scelta di Berlusconi è stata generosa e coraggiosa verso il nostro movimento civico. Questo è il dato politico essenziale. Oggi è morto il vecchio centrodestra e anche il vecchio centro sinistra. Mi fa ridere chi parla di Patto del Nazareno, visto che sono io quello che ha mandato a casa Marino”. Comincia così l'endorsement di Alfio Marchini su Berlusconi dopochè ieri il leader di Fi aveva fatto altrettanto “rottamando” Guido Bertolaso per virare su quel candidato sindaco che, in realtà, non aveva mai fino in fondo nascosto di apprezzare per una battaglia come quella nella Roma post-Mafia Capitale. 

Marchini e la strategia a lungo termine di Berlusconi: cosa c'è dietro
Veti e controveti dagli alleati e poi la storia che tutti conosciamo e stiamo leggendo da settimane su social e quotidiani. Fino alla scelta definitiva, fino a quel “sì'” a Marchini che nel fronte FdI-Lega viene letto come il segnale di un patto del Nazareno ri-costituendo tra Berlusconi e Renzi. In salsa romana certo, per ora. Perchè se si prova a guardare oltre, l'orizzonte delle politiche non è poi così lontanissimo: 2018 la scadenza naturale. Ma le incognite in politica e sopratutto nella stanza dei bottoni del governo, si sa, sono sempre alle viste. Tanto più che tra una manciata di mesi, Renzi è atteso alla prova del 9 del referendun costituzionale che per sua stessa ammissione, a seconda dell'esito, dovrebbe costargli la poltrona di Palazzo Chigi oppure confermarla (forse anche per il dopo 2018). Tornando in casa azzurra, di sicuro la mossa di Berlusconi ha finito di “polverizzare” il già diviso campo del centrodestra. 

Ma perchè? La ragione, in questo caso, pare coincida con la realpolitik: Berlusconi non vuole cedere lo “scettro” della leadership a Matteo Salvini (tantomeno a Giorgia Meloni) e dunque sostenendo Marchini, riposiziona Fi e il suo ruolo nell'alveo dei moderati. Lo stesso, guarda caso, all'interno del quale si muove Matteo Renzi evocando il partito della nazione, insieme ai “fedelissimi” Casini e Alfano. E l'operazione Marchini fa sottintendere una mossa che Berlusconi proietta direttamente nell'orizzonte delle politiche. Tanto che gli spifferi di Intelligonews segnalano, una tentazione tutta berlusconiana: testare l'appeal dell'imprenditore romano nella corsa al Campidoglio per poi “lanciarlo” nell'agone nazionale. Marchini dunque, leader del centrodestra in pectore? E' presto per dirlo ma sicuramente il tema è in campo, anche perchè il profilo di Marchini collima con quello che ha in mente il leader di Fi, un moderato, imprenditore, uomo affascinante e di bell'aspetto, uomo del fare. Gli ingredienti ci sono tutti. E nel frattempo, proprio calando l'asso-Marchini su Roma, Berlusconi sembra voler lentamente ricucire lo strappo con Renzi che si consumò sull'elezione di Mattarella al Colle. Due mosse in una. Anzi tre: isolare  gli -ismi e con loro Salvini e Meloni. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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