Mimose a Natale, è il pazzo clima figlio dello smog. E la Coldiretti lancia l'allarme

29 dicembre 2015 ore 8:41, Micaela Del Monte
Il clima è impazzito e lo si vede da quello che sta accadendo al nostro pianeta negli ultimi anni dove nel nord degli Stati Uniti è primavera e a sud ci si ritrova con 1,50 cm d'acqua dentro casa.
Ma non bisogna andare così lontano per rendersi conto che veramente non ci sono più le stagioni e che tutto quello che pensavamo fosse normale a livello climatico è stato cancellato via con un colpo di spugna, da noi, l'essere umano.

Una delle cause principali, ma lo sappiamo ormai da tempo, è lo smog e l'emissioni di polveri sottili che causano l'innalzamento delle temperature e anche l'innalzamento del livello del mare (visto lo scioglimento ormai quasi irreversibile dei ghiacciai perenni del nostro pianeta). Dunque il nostro concetto di clima si sta rivoluzionarlo e a dimostrarlo sono anche gli alberi in fiore a dicembre, la mancanza di neve e l'ormai quasi abituale alta pressione che scaccia l'inverno. Quindi ci siamo ritrovati a passare il Natale con le mimose già fiorite in anticipo di due mesi e mezzo rispetto alla festa della donne ma nei campi ci sono anche primule, viole e cresce l'erba come in primavera. A sconvolgere la natura è stato un mese di dicembre con 2,5 gradi di temperatura in più rispetto alla media ma anche con la quasi assenza di pioggia (-95%) dopo che anche novembre le temperature massime erano state di 2,5 gradi in più della media con piogge praticamente dimezzate (-49%) ma con punte di meno 80% al Nord.

Mimose a Natale, è il pazzo clima figlio dello smog. E la Coldiretti lancia l'allarme
Ma quello che ha lanciato Coldiretti è anche un altro allarme, ovvero quello delle possibili ripercussioni che le prossime gelate avranno sui raccolti e sulle fioriture. Potranno essere infatti molto seri i danni per le colture che sono impreparate di fronte al drastico ed improvviso abbassamento di temperatura che si verificherà con l’arrivo dell’aria artica con neve a bassa quota e tempeste di vento. Dalle piante da frutto - ha spiegato la Coldiretti - non sono ancora cadute le foglie a testimonianza di una intensa attività vegetativa che normalmente si verifica in primavera/estate. Nei fruttiferi, in particolare su albicocco e ciliegio le gemme sono rigonfie, stadio che precede normalmente la fioritura primaverile. Un abbassamento repentino di temperatura con persistenti gelate, può portare a danni consistenti con diminuzione della produttività negli anni successivi proprio per la compromissione delle gemme che non sono preparate. 

Secondo la Coldiretti in oltre l’agricoltura in questi ultimi dieci anni ha subito enormi danni per oltre 14 miliardi in seguito al pazzo clima che determina autunni caldissimi, piogge torrenziali e alluvioni che provocano la distruzione del raccolto.
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