L'Isis arriva anche in Bosnia, ma per Gentiloni "è in difficoltà"

29 dicembre 2015 ore 10:41, Americo Mascarucci
"L’Isis è pronto a colpire ancora in Europa e tutti siamo sotto attacco, ma è bene non lasciarsi prendere dal panico perché l’Italia non si farà trovare impreparata". 
E’ quanto dichiarato dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in in'intervista al quotidiano La Repubblica nella quale invita a non lasciarsi condizionare dalla paura, ma senza nascondere o sottovalutare il rischio. 
Anche perché il terrorismo è sempre più alle porte. Non soltanto perché è sempre forte il rischio che i potenziali terroristi possano giungere via mare magari mischiandosi ai profughi assiepati sui barconi provenienti dalla Libia, ma perché anche la vicina ex Jugoslavia è sempre più attraversata da forti fermenti fondamentalisti. Cresce infatti l'allarme terrorismo in Bosnia Erzegovina paese a maggioranza musulmana dove dopo anni di guerre etniche, massacri e genocidi, è stata raggiunta una difficile convivenza fra la popolazione di etnia islamica e le minoranze serbe e croate. Ebbene in Bosnia alcuni villaggi sono sempre di più popolati da simpatizzanti dell'Isis che addirittura espogono le bandiere del Califfato  sui balconi delle proprie abitazioni. Nonostante la polizia "bosniacca" ossia quella che occupa il 51% del Paese composta da musulmani e croati, (il restante 49% è serbo) abbia ripetutamente rimosso le bandiere e arrestato i presunti affiliati all'Isis, i tentativi di emulare i miliziani del Califfato continuano e anche l'allarme terrorismo si fa sempre più elevato. 

L'Isis arriva anche in Bosnia, ma per Gentiloni 'è in difficoltà'
Nonostante ciò Gentiloni è ottimista e anzi è fiducioso del fatto che l'Isis sia in grosse difficoltà. Una certezza che il Ministro coltiverebbe anche dal  comunicato del leader dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi che annuncia nuovi attentati.
Il fatto che il Califfo sia improvvisamente riapparso dopo mesi di silenzio per terrorizzare il mondo è secondo lui un segnale positivo, la dimostrazione cioè della debolezza in cui versano in questo momento gli eserciti dell’Isis sempre più messi in difficoltà dagli attacchi della Russia e della coalizione internazionale guidata dagli Usa. 
E difatti in Iraq negli ultimi giorni l’esercito governativo è riuscito a ricacciare le truppe del Califfo dai territori occupati: 
"Dopo aver perso Sinjar il gruppo terroristico adesso è accerchiato a Ramadi – dice Gentiloni -  Certamente Daesh non va sottovalutato, la sfida sarà lunga, ma l'azione della comunità internazionale è diventata più efficace". 

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