Natura choc: sboccia a Natale in Liguria e Basilicata. Coldiretti spiega, senza allarmismi

29 dicembre 2015 ore 11:22, Luca Lippi
La festa della donna anticipa di due mesi, le mimose sono in fiore, i colori delle foglie sugli alberi ricordano quasi l’estate di San Martino, che sia impazzito il clima? Staremo per dire proprio di no, non è la prima volta che accade e soprattutto il famoso martellamento del riscaldamento globale esiste ma è lento, molto lento, come lo sarebbe una nuova glaciazione, sono cicli dunque, e il caldo anomalo e la siccità di questi giorni sono mini cicli all’interno di macrocicli, e siccome la Natura non sbaglia mai e si adatta non possiamo fare altro che rispettare le regole e adattarci all’ambiente. La questione che sta solleticando la curiosità di tutti è l’anomala fioritura in un periodo normalmente deputato al riposo/letargo dovuto alle basse temperature conseguenti del ciclo naturale delle stagioni. Coldiretti ci dice che a dicembre abbiamo avuto in media 2,5 gradi di temperatura in più e soprattutto -95% di piogge. Quindi fiumi in secca, fauna che non è andata in letargo e le immancabili zanzare che non hanno sentito l’esigenza di interrompere il loro ciclo riproduttivo, ovviamente il problema più grande per gli addetti all’agricoltura è l’infestazione di insetti patogeni che non sono stati limitati dal ciclico freddo invernale. Per rimanere ai rischi connessi all’agricoltura, poiché l’inverno in realtà non è arrivato e la Natura risponde alle condizioni meteo dolci di questi giorni, molte coltivazioni hanno le gemme rigonfiate come in prefioritura, e potendo verificarsi una gelata (tipica del periodo) si potrebbe compromettere irrimediabilmente il futuro raccolto.
Natura choc: sboccia a Natale in Liguria e Basilicata. Coldiretti spiega, senza allarmismi
Ma cosa sta succedendo realmente al clima? Secondo gli studi dell’IPCC (Intergovermental Panel on Climate Change) il pianeta si è scaldato (di poco meno di un grado come media globale) e stiamo andando verso un aumento della temperatura media del globo che a fine secolo potrà essere, se non si interviene decisamente, anche compresa di 4-5 gradi centigradi. Questo aumento della temperatura è dovuto alla continua crescita e concentrazione delle emissioni di gas a effetto serra come il biossido di carbonio (o CO2), il metano e il protossido di azoto. Questo cambiamento climatico sarà più rapido e più rilevante delle variazioni di temperatura occorse negli ultimi diecimila anni, ossia da quanto esiste la nostra civiltà. I cambiamenti climatici hanno sempre interessato la Terra, fino a qualche secolo fa erano lenti, se dovuti a fenomeni naturali quali ad esempio le oscillazioni dell’asse terrestre, o duravano pochi anni, se dovuti a fenomeni vulcanici. Cosa succede di diverso questa volta? Due cose molto importanti:
-Secondo il V Rapporto dell’IPCC “l’influenza dell’uomo sui cambiamenti climatici è indiscutibile”
Infatti dall’inizio della rivoluzione industriale, la concentrazione atmosferica dell’anidride carbonica è aumentata del 40% a causa del massiccio uso di combustibili fossili delle attività umane, la concentrazione del gas metano è cresciuta del 150% e la concentrazione del protossido di azoto è cresciuta del 20%.
-I cambiamenti climatici in corso sono talmente veloci che mettono a rischio la capacità di adattamento degli esseri viventi.
Cosa sta succedendo in Italia? Analizzando attentamente i dati delle temperature l’Italia si stia scaldando più velocemente della media globale e di altre terre emerse del pianeta. Il nuovo record raggiunto nel 2014 è stato di +1.45°C rispetto al trentennio 1971-2000 (fonte: ISAC-CNR). Questi dati sono l’ennesima conferma che i cambiamenti climatici non sono più un’ipotesi sul futuro, né sono una questione che riguarda solo il Polo Nord: riguarda l’Italia di oggi, con i frequenti nubifragi, distruzioni, morti, danni all’agricoltura. Anche nel 2014 abbiamo avuto numerosi alluvioni, tra cui Genova, Modena, Senigallia, Chiavari; e la produzione agricola è stata duramente colpita, con i produttori di olio d’oliva, miele e castagne in grave difficoltà. Sicuramente ha contato  la cattiva gestione del territorio, ma una causa sono state le precipitazioni molto intense.

L’Italia si sta scaldando a una velocità doppia rispetto a quella di tutto il Pianeta, perciò oltre a politiche volte alla riduzione delle emissioni di gas serra per limitare i danni futuri, l’Italia ha urgenza di mettere in atto strategie di adattamento rispetto alla conseguenze dei cambiamenti del clima che sono già in corso. E occorre una mobilitazione a tutti i livelli, dai cittadini alle autorità locali, dalle regioni al governo nazionale, per mettere in campo azioni in risposta alla sfida dei cambiamenti climatici.
Dunque è la somma di fattori diversi che alterando il ciclo naturale innesca una catena di conseguenze devastanti (se proiettate in un immediato futuro). Dall’altra parte del globo, a Central Park giovedì sono stati registrati 22 gradi, la temperatura più alta mai registrata alla vigilia di Natale. A Washington si sono visti turisti in T-shirt ai tavolini all'aperto dei bar. L'insolito anticipo di primavera causato dal Super El Nino, l'anomalo riscaldamento delle acque del Pacifico quest'anno ancora più marcato, si è spinto fino al Canada: in Quebec, a Saint Anicet, si sono registrati 22 gradi, anche in questo caso un record per la regione.
A Toronto con 17 gradi è stato battuto il record di caldo per una vigilia di Natale che resisteva dal 1964 ed era di 12 gradi, chiusa la pista di ghiaccio. Nel porto di Norfolk, in Virginia, la colonnina di mercurio è arrivata a 28 gradi, record di tutti i tempi dello Stato per il mese di dicembre.
Nell'unico impianto sciistico del Maryland su 35 piste ne è aperta appena una e solo grazie all'innevamento artificiale. Meglio festeggiare la Donna che andare a sciare, non c’è dubbio, però anche cambiare le abitudini non è proprio così facile, e comunque senza allarmismi.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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