No al concerto? La Mannoia "scatena l'inferno", poi getta acqua sul fuoco: "No strumentalizzazioni"

29 dicembre 2015 ore 11:27, Adriano Scianca
Alla politica italiana un caso su Fiorella Mannoia mancava proprio. Ora, però, anche questa lacuna è stata colmata, non senza passare per un colpo di scena finale, ovvero l'intervento a sorpresa di Luigi De Magistris. La querelle che ha opposto la cantante al governo è stata aperta da lei stessa, con un post intriso di dietrologia messo sui social network: "Voglio avvertire tutti che il concerto di Capodanno a Roma è saltato. Non chiedetemi perché, non lo so... anche se... un'idea ce l'ho", aveva scritto nei giorni scorsi. L'artista punita per le sue critiche a Renzi?
È quello che hanno pensato in molti. I grillini hanno fatto di più: hanno lanciato una campagna su twitter, con tanto di
No al concerto? La Mannoia 'scatena l'inferno', poi getta acqua sul fuoco: 'No strumentalizzazioni'
 #iostoconfiorella. La cosa ha cominciato a prendere una piega decisamente strana, tant'è che la stessa Mannoia è stata costretta a una rettifica: "Io penso che questa faccenda abbia assunto delle dimensioni esagerate, in fondo sono 'solo una cantante'. Non mi piacciono le strumentalizzazioni, da qualsiasi parte arrivino. Non mi piace che attraverso questa vicenda si faccia campagna elettorale con il mio nome. E inoltre, sinceramente, penso che l'Italia abbia altri problemi ben più gravi a cui dedicare tutte queste energie. Grazie a tutti per l'affetto". 
E mentre gli organizzatori del Capodanno di Roma facevano notare che non ci sono ingerenze politiche nell'evento, tant'è che il Comune si limita a mettere lo spazio mentre i soldi li tirano fuori gli sponsor, sulla questione si gettava a corpo morto Luigi De Magistris, deciso a volgere a suo vantaggio la discussione: "Il posto in piazza Plebiscito c'è. Per noi sarebbe un piacere averla a festeggiare con noi la notte di Capodanno". Niente 31 dicembre a Roma, per la Mannoia, ma ora si apre una porta a Napoli. La cantante ha rifiutato però. "Non a strumentalizzazioni" è la sua ultima parola sul caso. 
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