Smog, Meluzzi: "Schizofrenia da inquinamento: ambientalismo e giustizialismo fuori logica"

29 dicembre 2015 ore 13:06, Marco Guerra
“Il blocco del traffico è demagogico. Gli italiani sono come bambini che non pensano alle conseguenze delle loro scelte: diciamo no all’alta velocità e al nucleare e poi ci lamentiamo dell’inquinamento”. IntelligoNews ha raccolto il commento dello psichiatra Alessandro Meluzzi, relativamente all’emergenza inquinamento nelle grandi città.

Combattere l’inquinamento con il blocco totale del traffico. L’Italia sta facendo le scelte giuste?

"Come al solito è un problema di parametri. Tra i fattori di rischio a cui siamo esposti ogni giorno l’inquinamento diventa la 1000 e unesima zecca sulla pelle dell’elefante. Cioè elefante con mille zecche sopravvive arriva la 1000 e unesima e l’elefante muore. Questo è l’effetto cumulativo che effettivamente un rischio lo contiene. Tuttavia credo che sia un altro errore alimentare l’illusione che basta fermare il traffico creando infiniti problemi di altra natura. Questo perché al momento non possiamo andare alla radice del problema -  considerando che i gas di scarico provenienti dal traffico veicolare rappresentano solo il 15% dell’inquinamento complessivo dell’aria -  visto che non possiamo contare su motori a idrogeno, non abbiamo abbastanza mezzi pubblici elettrici, non possiamo per ovvie ragioni abbassare il riscaldamento nelle case e, soprattutto, non possiamo modificare le fonti energetiche in tempi brevi, avendo anche rinunciato al nucleare. Infatti il problema si pone meno in Francia dove hanno il nucleare che fornisce la quasi totalità dell’energia elettrica con cui riscaldano anche le abitazioni. Non è riempiendo le pianure e gli uliveti della Puglia di pannelli solari o colline di pale elettriche che si risolve il problema. La vita è una coperta corta”.

Smog, Meluzzi: 'Schizofrenia da inquinamento: ambientalismo e giustizialismo fuori logica'
Paghiamo quindi scelte sbagliate in campo energetico?

Paghiamo scelte superficiali, abbiamo ancora i riscaldamenti a gasolio nelle case, abbiamo il peggio del peggio, ma il vero problema e che in questa situazione prendiamo la strada più breve ovvero quella di fermare il traffico. Una soluzione demagogica che serve agli amministratori a ripulirsi la coscienza. Se il modello di sviluppo non è lungimirante questi sono i risultati. Altro elemento di assurdità è il fatto che importiamo energie elettrica dalla centrali francesi che sono a 50 chilometri dal nostro confine. Ripeto in Francia le casa sono riscaldate con l’elettricità cosa che sarebbe impossibile in Italia per i costi troppo elevati”.

Volendo l’alternativa al petrolio c’è già nel campo della mobilità, eppure si continuano a produrre motori a scoppio con la stessa tecnologia di base di un secolo fa…

“Perché non sono state fatte metropolitane, perché non si può scavare un buco, perché per fare l’alta velocità si devono avere le autorizzazioni di 50 autorità di verse. Non riusciamo nemmeno fare la linea di alta velocità con la Francia! È un sistema di follie che si auto-paralizzano. Non si può avere la moglie piena e la botte ubriaca che è la grande illusione degli italiani”.

Possiamo dire che assistiamo ad un cortocircuito dell’ambientalismo?

“Più che altro è un cortocircuito della logica. È come un bambino di due anni che vuole un giocattolo ma lo vuole anche aprire e rompere. E una società che non capisce il principio di esclusione. Quando un cervello perde la logica ci sono i cortocircuito dell’ambientalismo, del giustizialismo e della logica. La vita è in se una coperta troppo corta e se copri i piedi non ti copri le spalle, ma per capire questo bisogna essere adulti”.

Tradotta in termini pratici questa mentalità porta a dire no all’alta velocità, no agli scavi per le metropolitane, no al nucleare e poi ti trovi con la pianura padana che è come una camera a gas…

“Non facciamo un buco, non togliamo un albero per fare la linea ferroviaria e poi ci troviamo così. Questo è un cortocircuito dell’onnipotenza infantile e trova la sua paternità nella cultura catto-marxista. Sono due millenarismi che separati avevano una loro logica implacabile. Il corto circuito tra cattolicesimo e marxismo ci ha dato la demenza collettiva, ovvero la prospettiva che tutti potessero essere felici e per sempre senza pagare un prezzo, un’utopia eternamente realizzata in un bene comune senza contraddizioni e senza contro-indicazioni. È come se uno volesse una medicina dolce e che risolve tutti i problemi. È una miscela infinita tra grandi ideali e porci comodi che porta alla sindrome di Nimby, ovvero fate anche la discarica ma non nel mio giardino”.
 
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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