Risparmi in bolletta: giù luce e gas per 57 euro ma sale il costo di fatturazione

29 dicembre 2015 ore 14:33, Luca Lippi
In linea col messaggio fiducioso di fine anno del Presidente del Consiglio, tutti i media in coda fanno a gara per estrarre dal mazzo solo buone notizie, e una di queste sarebbe che dal prossimo primo gennaio la tariffa dell’elettricità diminuirà dell’1,2%, mentre quella del gas ben del 3,3%. Il che si traduce in un risparmio complessivo di quasi 60 euro in un anno. Non si capisce per chi, ma facciamo presto a spiegare quale dinamica piuttosto elementare dimostrerebbe il contrario pur confermando le riduzioni di tariffa. Andando con ordine, riportiamo la relazione dell’Authority sull’argomento: Per l’elettricità la spesa per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (1° aprile 2015- 31 marzo 2016) sarà di circa 505 euro, con un calo dell’1,4% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° aprile 2014 – 31 marzo 2015), corrispondente ad un risparmio di circa 7 euro. Per il gas la spesa della famiglia tipo per lo stesso periodo sarà di circa 1.093 euro, con una riduzione del -4,4%, corrispondente a un risparmio di circa 50 euro rispetto all’anno scorrevole”. Dunque il risparmio complessivo nel cosiddetto “anno scorrevole” sarà di 57 euro per famiglia tipo. Nel primo trimestre del 2016 “il ribasso per l’energia elettrica è sostanzialmente dovuto ad un forte calo dei costi complessivi per l’approvvigionamento della materia energia che riflette le dinamiche di prezzo sul mercato all’ingrosso, ad un leggero adeguamento al ribasso degli oneri di sistema e ad un lieve ribasso delle tariffe di trasmissione, distribuzione e misura; cali in parte controbilanciati da un aumento delle componenti relative all’attività di commercializzazione della vendita al dettaglio”. Medesima cosa riguardo il gas, sempre estratto dalla relazione dell’ Authority: “la decisa riduzione è sostanzialmente dovuta al forte calo della componente materia prima che riflette l’andamento dei mercati e, in particolare, le aspettative al ribasso riflesse nelle quotazioni a termine nei mercati all’ingrosso in Italia e in Europa per il prossimo trimestre (con prezzi previsti inferiori di oltre il 10% rispetto alle attese incorporate nei prezzi rilevati solo tre mesi fa con riferimento allo stesso periodo, invertendo anche la normale ciclicità legata alla stagionalità)”.
Risparmi in bolletta: giù luce e gas per 57 euro ma sale il costo di fatturazione
I conti reali sarebbero altri, non discostanti troppo da quanto riportato, tuttavia diversi. Con il nuovo sistema di calcolo predisposto dal Garante per l’Energia e il Gas la tariffazione non sarà più ancorata al sistema dei costi progressivi (più consumi più spendi) ma a quello dei costi fissi per kW. Ovviamente, sulla base di questo principio a risparmiare di più sono le famiglie numerose o quelle che sono abituate a consumare tanto. Avvantaggiati saranno anche coloro che sceglieranno come unica o prevalente fonte energetica l’energia elettrica anche per riscaldamento, cucina e acqua calda.
Il cambiamento è frutto del recepimento di una direttiva UE (n. 27/2012 attuata con decreto legislativo n. 102/14), e cambierà anche l’aspetto grafico della bolletta, che seguirà un nuovo standard. La rivoluzione consterà di tre fasi: la prima partirà da gennaio prossimo e l’ultima il primo gennaio 2018 dopo una serie di verifiche sul campo. Il nuovo sistema (applicato obbligatoriamente sia a chi è rimasto nel mercato di maggior tutela, sia a chi ha preferito il mercato libero), consentirà di far pagare il dovuto a tutti in totale equità, e anche le famiglie con bassi consumi e basso reddito saranno comunque tutelate dai possibili aumenti, grazie ad una revisione ed estensione degli attuali bonus sociali. Attualmente il prezzo finale dell’energia elettrica è costituito da quattro grandi componenti:
– i servizi di vendita,
– le imposte,
– le tariffe per i servizi di rete: cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica;
– gli oneri generali di sistema: cioè i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico.
La riforma rimodula le ultime due voci: si passa, cioè, dall’attuale sistema di scaglioni a uno secondo costi differenziati. A riforma ultimata (come detto, dal 1° gennaio 2018), la tariffa per i servizi di rete (trasporto, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e la tariffa per gli oneri di sistema che sono costi individuati per legge a sostegno di interventi d'interesse generale (attualmente oltre il 40% della nostra bolletta) saranno uguali per tutti e per ogni livello di consumo. Dal 1° gennaio 2017 il nuovo sistema a costi fissi (e non a scaglioni) riguarderà solo le tariffe per i servizi di rete, e successivamente si estenderà anche agli oneri di sistema. Dal 1° gennaio 2018 la riforma sarà a regime, applicando la piena struttura non progressiva anche alla tariffa per gli oneri generali di sistema. Dunque, dovremmo vedere i benefici a breve. In questo modo la progressività avrà una riduzione progressiva e limitato a solo due voci, a seguire saranno poi introdotte tutte le novità legate all’impegno di potenza, con l’offerta di un maggior numero di livelli tra cui scegliere.
L’impatto peserà sulle tasche delle famiglie piccole, coppie, single, persone che lavorano e passano gran parte della loro giornata fuori casa: per loro si parla di rincari annui tra i 19 euro e i 117, prendendo come parametri le fasce di utenti che attualmente consumano con potenza del contatore di 3kW, 900 kWh/anno e 1.500 kWh/anno. Al contrario per gli utenti che arrivano a consumare 6 mila kwh/anno i risparmi potrebbero sfiorare 582 euro.
Secondo le simulazioni si potrebbero verificare le seguenti situazioni: 
- il cliente con consumi medi di 2.700 kWh (chilowattora) all’anno e il classico contatore da 3 kW di potenza impegnata l’aggravio mensile comprensivo di imposte è stimato per il 2016 in 0,9 euro, con un sovrappiù nel 2017 di 0,09 euro e un ulteriore aggiunta nel 2018 di 0,76 euro, per 21 euro totali al termine dei tre anni, per una spesa che passerebbe da 505 a 526 euro. 
- Il cliente a bassi consumi (1.500 kWh l’anno), single o benestante e ora gratificato dall’iniquità tariffaria che garantisce prezzi sociali a chi assolutamente non ne ha diritto, subirà un aggravio più significativo, 2 euro al mese nel 2016, altri 3,7 euro al mese nel 2017 di un ulteriore ritocco di 0,6 euro al mese nel 2018. 
Invece per una famiglia numerosa con consumi medi di 3500 kWh all’anno il risparmio complessivo potrebbe essere, nella simulazione dell’Authority, di 46 euro (da 668 a 622 euro).

Dunque ottima la notizia della riduzione tariffaria di luce e gas, ma pare compensata ampiamente dal nuovo sistema di calcolo e di fatturazione, oggi lo conferma il Codacons, IntelligoNews ne aveva dato conto già i primi di dicembre. Dice Rienzi (Codacons): “Se da un lato la riduzione delle tariffe comporterà, secondo l’Autorità, un risparmio medio pari a 60 euro annui, dall’altro la nuova fatturazione porterà un aggravio di spesa di circa 100 euro su base annua per il 75% degli utenti italiani” aggiunge Rienzi che concludendo suggerisce la “revisione del sistema” allo scopo di “sostenere soprattutto le fasce deboli della popolazione e le famiglie numerose”. La nostra conclusione invece, è che tutto appare come il gioco delle tre carte, e che le grancasse usano alla bisogna. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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