Scoperto l'elisir contro le rughe, ma serve cancellare i segni del tempo?

29 febbraio 2016 ore 8:48, Andrea De Angelis
Sia chiaro, qui nessuno vuole affermare che la pelle liscia di una ventenne sia meno attraente delle rughe di una donna matura. Si sa, il fascino della giovinezza non tramonterà mai, lo dice la natura alla quale, nonostante siano numerosi i tentativi di dimenticarlo, dobbiamo sottostare. Detto ciò bisogna però stare attenti a voler apparire a tutti i costi per quello che non si è o meglio non si è più. Anche perché l'effetto plastica e via dicendo non è proprio un bel biglietto da visita e l'ilarità è quasi spontanea. Non c'è bisogno, tanto per essere chiari, dell'imitazione di Virginia Raffaele per capirlo. 

Risponderete che una cosa è la chirurgia plastica, altra uno stile di vita sano. Giustissimo ed è proprio questo il punto. Prendersi cura si sé non vuol dire necessariamente nascondere i segni del tempo, ma prevenirli. Significa ad esempio non fumare e avere una dieta appropriata, bere molta acqua, fare sport. Tutti fattori che aiutano a mantenere una pelle sana. Poi ruga più ruga meno poco importa. Ma non tutti (viva Dio) la pensano così ed è per questo che la notizia di un possibile elisir anti rughe sta facendo fibrillare più di una lettrice e di un lettore.
Per la prima volta, come riporta l'Adnkronos, un gruppo di scienziati inglesi ha scoperto che l'attività di un enzima metabolico chiave che si trova nelle cellule epiteliali diminuisce con il passare del tempo. Lo studio apre le porte allo sviluppo di trattamenti anti-età e prodotti cosmetici in grado di contrastare questo calo. I risultati del lavoro sono pubblicati sul 'Journal of Investigative Dermatology' e riguardano l'enzima Complex II. La ricerca, attenzione, potrebbe anche portare a una migliore comprensione di come invecchiano altri organi, indicando la strada per lo sviluppo di farmaci contro alcune malattie legate all'età, incluso il cancro. La speranza, insomma, è che si possa andare ben oltre le rughe. Spiega Mark Birch-Machin, professore di dermatologia molecolare all'università di Newcastle e autore dello studio con Amy Bowman: "Quando il nostro corpo invecchia, vediamo che le batterie delle nostre cellule si scaricano con un meccanismo noto come riduzione della bioenergia, e aumentano i radicali liberi dannosi per la salute. Il nostro studio dimostra per la prima volta che nella pelle umana all'aumentare dell'età c'è una diminuzione specifica dell'attività di un enzima metabolico chiave che si trova nelle cellule della pelle - prosegue l'esperto - Questo enzima è la 'cerniera' tra i due modi principali per produrre energia nelle nostre cellule. La nostra ricerca indica che ora abbiamo un biomarcatore specifico, un bersaglio per lo sviluppo di trattamenti anti-invecchiamento e creme cosmetiche che possono contrastare questo declino di bio-energia", afferma Birch-Machin. La speranza è quella di "un'ulteriore possibilità di affrontare il processo di invecchiamento altrove nel nostro corpo". 

Gli scienziati hanno studiato quella che è l’attività del complesso mitocondriale dei campioni di pelle prelevati da aree protette in 27 volontari di un’età compresa tra 6 e 72 anni.
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