Tutti pronti per la ricetta medica elettronica? Malati e medici verso la novità

29 febbraio 2016 ore 15:13, Luca Lippi
E’ tutto pronto per la ricetta elettronica in vigore da domani? Soprattutto, sono pronti i “malati” all’approccio con la tecnologia per qualcosa che era rimasto ultimo baluardo di una pratica fruibile per tutti indistintamente?
Esce definitivamente di scena la ricetta medica cartacea, quella con i tradizionali colori rosso e panna, per essere sostituita da tablet e computer, la nuova normativa sulla circolarità nazionale della ricetta dematerializzata, approvata lo scorso novembre e pubblicata in Gazzetta Ufficiale a dicembre, diventa efficace a partire dal 1° marzo 2016: le farmacie dovrebbero essere, per la Federazione dei medici di famiglia, già nelle condizione di calcolare ticket ed eventuali esenzioni nella Regione di provenienza del malato 
Da domani il medico di famiglia, nel momento in cui dovrà prescrivere un farmaco al malato, si collegherà dal proprio computer a un portale dedicato e lì indicherà gli estremi del paziente e del medicinale prescritto.
 In particolare, nel sistema informatico verrà compilata una ricetta “telematica”, identica a quella cartacea tradizionale, un Nre (numero ricetta elettronica) cui sarà associato il codice fiscale del paziente. Verranno poi aggiunte, in automatico, anche eventuali esenzioni.

Tutti pronti per la ricetta medica elettronica? Malati e medici verso la novità
Il medico dovrà stampare un piccolo promemoria (della dimensione di un foglio A5) e consegnarlo al paziente. Quest’ultimo, munito di tale documento, si recherà in farmacia e lo consegnerà al farmacista il quale, a sua volta, attraverso i codici a barre stampati sul promemoria, recupererà la prescrizione collegandosi al sistema informatico online. Verrà così consegnata la medicina al malato.
Quando il sistema andrà completamente a regime, sparirà anche il promemoria e tutto avverrà telematicamente, attraverso la trasmissione dei dati al sistema informatico centralizzato.
Tale procedimento sarà esteso gradualmente anche per la prescrizioni di esami e visite specialistiche, visto che la ricetta elettronica sarà accettata anche da cliniche, ambulatori e ospedali.
 
Ci vorrà ancora tempo perché sparisca anche la vecchia «fustella» da attaccare nei riquadri rossi, poiché anche se i codici della confezione sono inseriti direttamente sul computer ancora non è stato possibile determinare un meccanismo che annulli il valore della fustella rispetto alla necessità di identificare e distinguere i farmaci erogati a carico del Ssn da quelli che anche se erogabili vengono invece pagati direttamente dal cittadino.
La legge che manda in soffitta i blocchetti rossi del nostro dottore è in realtà del dicembre 2015 e recepisce un decreto di più di tre anni fa.
Vantaggi: in realtà i vantaggi che si possono rilevare nell’immediato possiamo annoverare semplicemente il risparmio sulla stampa e distribuzione delle vecchie ricette rosa e il controllo sulla falsificazione delle ricette stesse o sugli abusi conseguenti il furto dei ricettari.
Svantaggi: per quanto riguarda gli svantaggi è piuttosto presto per capire bene quali possono essere le problematiche che non siano facilmente individuabili nel fatto che sarà assai complicato convertire la pratica di una categoria di malati poco avvezza alla innovazione tecnologica, per tutto il resto dobbiamo misurarci con la più competente dichiarazione di Giacomo Milillo presidente della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) che si esprime a tale proposito in questi termini: “Qualcuno ha confuso gli  studi medici con quelli dei Caf, vista la mole di dati anagrafici,  codici di esenzione dai ticket, adesso anche quelli di erogabilità e appropriatezza e quant’altro dovremo verificare. E in più il medico non potrà più contare sul supporto dell’assistente di studio nella velocizzazione delle procedure di ricettazione, e ci saranno complicazioni anche nelle procedure di coinvolgimento del sostituto medico che per il momento salvo eccezioni (Campania) dovrà continuare ad utilizzare la ricetta rossa. In conseguenza di ciò il rischio è che tutti gli oneri ricadranno sul titolare, con un aggravio di lavoro che significa tempo tolto alle visite e attese più lunghe per gli assistiti”, Melillo rincara la dose affermando che nonostante la norma sia allo studio da oltre tre anni ci sono spazi di miglioramento delle procedure ancora possibili. Dobbiamo aspettarci quindi il solito ingorgo burocratico a tutto svantaggio degli utenti?

autore / Luca Lippi
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