La pace (sui migranti) è con loro: Renzi-Juncker salvano Schengen

29 febbraio 2016 ore 9:45, Americo Mascarucci
Torna il sereno fra l’Italia e la Commissione Europea. 
A vedere Matteo Renzi e Jean-Claude Juncker sembrerebbe quasi che gli scontri delle settimane scorse non siano mai esistiti e che il tutto fosse frutto delle invenzioni giornalistiche. 
Italia e Commissione UE marciano unite e questa è la novità sostanziale dell’incontro a Roma fra il presidente della Commissione e il Premier italiano. Novità importanti sul tema dell’immigrazione, il tema cruciale che ha diviso Roma da Bruxelles negli ultimi mesi. Oggi Renzi ci fa sapere che:  "Lavoriamo nella stessa direzione", e Juncker di rimando che: "Non si dice abbastanza spesso che l’Italia ha tenuto una condotta esemplare" . 
E meno male visto che fino ad oggi è sembrato vero esattamente il contrario. Adesso il nemico numero uno è l’Est europeo. "Non si può essere europei solo quando ci sono soldi da prendere" ha attaccato Renzi 

La pace (sui migranti) è con loro: Renzi-Juncker salvano Schengen
Juncker si  è detto "lieto di osservare che il numero di procedure di infrazione aperte contro l'Italia è notevolmente diminuito, è un ottimo risultato. Raramente mi sono trovato così in armonia con un paper di riflessioni presentato da uno Stato membro - osserva Juncker riferendosi al programma di rilancio della UE che Renzi e Padoan hanno presentato a Bruxelles - Lo reputo risolutamente pro europeo, che ridà coraggio a quelli che non smettono di sperare nella necessità dell'Europa e non posso che felicitarmi che l'Italia lo abbia presentato in questa fase e in questa forma". 
Per quanto riguarda invece il problema dell’immigrazione Juncker ha detto: "L'Europa deve ritrovare la strada della solidarietà, in particolare sul tema dei rifugiati, emergenza in cui le barriere non risolvono alcun problema. L’8 marzo – annuncia Juncker - la Commissione metterà nero su bianco una raccomandazione estremamente dura contro la chiusura dei confini in modo arbitrario. Scandirà un secco no a ogni ipotesi di mini-Schengen, con il blocco dei soli confini meridionali da parte degli Stati nel Nord. E limiterà in modo stringente la possibilità di ottenere proroghe alla sospensione di Schengen, chiedendo il ripristino immediato della libera circolazione nel territorio europeo. 
Sempre l’8 marzo la Commissione discuterà di come superare il trattato di Dublino con il superamento del principio in base al quale il migrante che ha diritto all'asilo politico deve restare nel Paese di primo approdo. E verrà inserita la ricollocazione automatica e perenne degli esuli, redistribuiti tra i 28 Stati europei in base a percentuali di carico stabilite in base al Pil, al tasso di disoccupazione, al numero di abitanti, etc. 
Per quanto riguarda invece la saluta dei conti pubblici italiani e la richiesta di maggiore flessibilità dell'Italia Juncker ha assicurato che "le regole del patto di stabilità verranno applicate con saggezza. Una Europa che accettasse come fatalità un numero alto di disoccupati non è l'Europa che sogno. Non bisogna perdere di vista la necessità di ritrovare in Europa una crescita robusta e duratura".
Che sia dunque la volta buona per suiperare definitivamente la politica del rigore assoluto e dell'austerità. 

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