Adozioni gay, Chiara Geloni: "Si alimentano nuove illusioni? Renzi non aveva i numeri ieri..."

29 febbraio 2016 ore 12:58, Lucia Bigozzi
“Adozioni gay nel ddl alla Camera? Attenzione a non alimentare nuove illusioni a persone che attendono il riconoscimento di diritti”. Il monito di Chiara Geloni, giornalista vicina all’area dem, è chiaro e va tutto all’indirizzo della nuova accelerazione parlamentare con cui ora di fa rientrare dalla finestra (Camera) ciò che si è fatto uscire dalla porta (Senato). Nella conversazione con Intelligonews analizza il “metodo” Renzi e le lacerazioni nel suo partito. 

Ddl adozioni targato Pd pronto alla Camera, comprese le adozioni gay. Serracchiani e Romano accelerano, Renzi tira di nuovo il freno a mano. Dove sta la verità? 

«Beh, con Renzi è sempre un po’ difficile capirlo, perché c’è sempre la comunicazione che rischia di prevalere sui fatti. Riguardo alla legge che il Pd presenterà alla Camera penso questo: attenzione a non alimentare nuovamente illusioni in persone che aspettano il riconoscimento di diritti per sé e per i loro figli. Dico questo perché se non ci sono i voti per approvare la stepchild adoption, non so come possano esserci voti per approvare una legge sulle adozioni che dà alle coppie dello stesso sesso il diritto di adottare. Approvare la legge alla Camera per poi portarla ad arenarsi al Senato, sarebbe un’operazione che rischierebbe di provocare ancora una forte delusione che queste persone non meritano»

Ma al Senato ormai pare chiaro il soccorso di Verdini che potrebbe fare la differenza numerica. Come la mette?

«Ma questa operazione è già fallita pochi giorni fa sulla stepchild adoption su cui non c’erano voti sufficienti, perché una parte del Pd e Ncd non erano disposti a votarla. Temo che questo problemi resti intatto nel momento in cui arrivasse al Senato la legge con le adozioni per le coppie omosessuali. Il problema politico per cui la parte sulla stepchild è stata stralciata non è risolto ed è ancora tutto lì»

Con un Pd sempre più diviso. Perché e come ne esce il partito? Con quali rischi?

«In realtà, in passato l’esperienza dimostra che seppure con grande fatica, il Pd è capace di arrivare a mediazioni al proprio interno anche su questi temi. E’ stato scritto u programma elettorale che prevedeva le unioni civili, la stepchidl ed è stato approvato da tutto il partito. Io credo che in questo caso, ci sia stata un po’ di carenza di direzione politica che non può essere mai sostituita dai tecnicismi parlamentari. Invece, si è puntato più sui tecnici parlamentari che non sulla costruzione del consenso che ritengo possibile anche su questi temi; ma ci si deve provare»

In un editoriale il direttore di Intelligonews Fabio Torriero sollevava la preoccupazione circa il tentativo di diffondere un pensiero radicale di massa da parte di un governo non eletto da nessuno e per di più con il Paese che la pensa all’opposto. Qual è la sua valutazione?

«Penso che il presidente del Consiglio debba scegliere: o si fa il più grande cambiamento che la storia d’Italia ricordi, oppure si allinea il governo alla maggioranza espressa dai sondaggi sul parere degli italiani. In sostanza, o si cambia il Paese oppure lo si fotografa: fare entrambe le cose mi pare difficile. E quando vedo ministri e sostenitori del governo che esultano perché i sondaggi dicono che Renzi ha fatto bene a stralciare la stepchild adoption, rimango un po’ perplessa, anche perché io avevo capito che Renzi il Paese lo voleva cambiare. Se poi, invece, vuole seguire gli orientamenti prevalenti, sarà difficile che riesca a cambiare»

Gandolfini a Intelligonews ha annunciato che il Comitato difendiamo i nostri figli è pronto a tornare in piazza contro il ddl sulle adozioni gay alla Camera. E’ il segnale di un esecutivo che non sente il Paese? 

«Anche in questo caso, mi verrebbe da dire: dipende da cosa vuol fare. Se il motto del governo è meglio tirare a campare che tirare le cuoia, si può andare avanti così anche a lungo mettendosi nel punto di mezzo di ogni controversia e cercando di accontentare un po’ tutti. Ma quel motto era di Andreotti, non credo possa essere il motto di un leader rottamatore che ha come slogan quello del camnbiamento. Qualche nodo, prima o poi, va affrontato; anche perché altrimenti, il rischio è quello di accontentare un po’ Gandolfini, un po’ la comunità Lgbt ma in realtà si finisce per scontentare tutti»

 Alfano rivendica lo stralcio della stepchild. Ma se il Pd porta alla Camera una legge sulle adozioni gay, non è un po’ una vittoria di Pirro? Prima o poi dovrà farci i conti di nuovo e allora cosa farà?

«Finchè ad Alfano piove in grembo la soluzione, lui non può fare altro che incassare. Sulle unioni civili aveva già messo in conto di perdere la battaglia parlamentare. Il problema è stato che Alfano ha avuto una vittoria dovuta al fatto che il Pd non aveva i voti per far approvare la legge e anche dal dietrofront dei grillini. Dunque, si è riaperta una partita che Alfano dava per persa. Finchè funziona così, Alfano rischia di vincere anche delle battaglie perse»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]